lunedì, aprile 26, 2004
Ho cominciato oggi un periodo di ferie.
Mercoledì andrò ad Amsterdam, ma intanto, i due giorni che precedono la mia partenza ho deciso di passarli al mare. Mi son svegliato perciò questa mattina alle 8.00. Guardando dalla finestra ho visto che il cielo era di un colore poco rassicurante. Sono tornato a letto un'altra oretta, mi son rialzato ed ho spiato nuovamente attraverso una fessura delle tende il colore del "soffitto del pianeta". Non era cambiato: grigio. Ho deciso di rischiare e sono partito lo stesso per il mare. Quando sono arrivato alla spiaggia il cielo si era liberato dalle nuvole e si era colorato di azzurro.
Mi sarei aspettato di non trovare anima viva, dopo un inizio di giornata così poco promettente. Oltretutto oggi è lunedì (giorno lavorativo, inizio di settimana...), invece c'eran già diverse testoline che facevan capolino tra le dune. Anche la mia duna preferita (quella più alta, che domina tutta la lunga spiaggia) era già occupata.
Purtroppo, nonostante il sole avesse avuto la meglio sulle nuvole grigie di inizio mattinata, tirava un venticello fresco che, anche a me che non temo il freddo, dava un po' fastidio. Ma in questi casi basta non farci caso.
Come ho già scritto, quando vado al mare, amo passeggiare, camminare. Nudo: in spiaggia, se non ci son bambini o famigliole, in pineta e sulle dune, altrimenti.
Non frequento spiagge dove si ha il dovere di indossare quel pezzo di lycra colorato, che ritengo più antiestetico dei troppocorti pantaloni di Charlie Chaplin, piuttosto che del parruccone della Moira Orfei. Rispetto quelle spiagge, ma non le frequento. Piuttosto sto a casa a stirare.
Non rispetto però le persone, che prendono il sole in costume nelle spiaggette per "soli uomini". Anzi, non manco loro di rispetto. Semplicemente "non gliela dò".
Non li capisco: gay o presunti tali che tengono il costume nelle riserve di caccia. Sarà che io amo la libertà dello stare senza vestiti addosso, sarà che io sono esibizionista. Sarà che mi piace mostrare l'uccello, oltre che mi piace anche vederne altri, non solo il mio.
OK, gusti son gusti: io il segno dell'abbronzatura non lo sopporto. Nè su di me, nè tantomeno su chi mi si spoglia di fronte. A qualcuno piace. Un amico mio (G.) dice che addirittura, il segno bianco, gli fà sesso. Boh? Per me è più antiestetico di un brufolo giallo sulla fronte, piuttosto che di un riportino stile Pippo B.
Amico mio (G.), gli dissi una volta: cercati un moroso o amante che sia, ciclista: se proprio ti piace il segno, loro ce l'hanno + evidente! (parte dalle braccia ed arriva fino a poco sopra le ginocchia!). Non credo abbia capito la mia provocazione.
Dai! ditemi che non è antiestetico un culo, soprattutto se peloso (nulla contro i peli, anzi), circondato da una bella corniceschiena abbronzata. Un'isola di color porcellino messa proprio sotto ad una schiena dorata. E poi l'effetto calza autoreggente delle gambe...brrrr...solo a pensarlo rabbrividisco! Qualcuno mi ha esposto una sua teoria in proposito: secondo costui, noi che "lo" mostriamo tranquillamente non abbiam problemi di centimetri, invece chi "lo" copre sembrerebbe averne. Cazzata. Io non ho stò grande uccellone (voi tutti lo avete di certo già visto nelle foto), ma non mi creo problemi di inferiorità. Anche perchè, è risaputo - o almeno lo sanno quelli come me che hanno messo in bocca più uccelli che maccheroni- che un cazzo "molle" puo' rivelarsi una splendida, piacevole sorpresa da "duro". Che sia pudore, allora? Ma se sei pudico evita di frequentare ste spiaggette. Prenditi una settimana di ferie e va a SharmElSceik (o come cazzo si scrive). Ma non venire ad infestare la "mia" spiaggia.
E quelli che prendono il sole in perizoma? (Scusate: torno subito: il solo aver scritto questa parola mi ha procurato seri sforzi di vomito....bleahhhhhh).
Oggi pomeriggio, in pineta, c'era un tipo che mi pedinava. Faccia da scemotto, ma la faccia, in certi frangenti può diventare secondaria. Il problema era che indossava un costumino. Azzurro...azzurro! Se l'è voluta: l'ho fatto camminare. E basta.
Van Gogh ha dipinto capolavori. Vasco Rossi scrive meravigliose poesie che mette in musica. Renzo Piano ha realizzato delle costruzioni fantastiche. Nulla di paragonabile a quel capolavoro di cui la natura ha dotato gli esseri umani maschi: il cazzo. Uno spettacolo! Soprattutto quando è in erezione.
Mettetelo in mostra, ragazzi! E soprattutto: evitate certe spiaggette se avete un brutto rapporto con il vostro corpo: a Riccione come a Jesolo si tiene il costume in spiaggia, e per quel che mi si dice ci si diverte lo stesso. Evitate le spiagge selvagge. O perlomeno non veniteci con il costumino con stampa "medusa" o il perizoma "tagliascorreggie".
Piuttosto statevene a casa a stirare.
Uno speciale saluto a R.Ud: uno che... (...lui sà)
Mercoledì andrò ad Amsterdam, ma intanto, i due giorni che precedono la mia partenza ho deciso di passarli al mare. Mi son svegliato perciò questa mattina alle 8.00. Guardando dalla finestra ho visto che il cielo era di un colore poco rassicurante. Sono tornato a letto un'altra oretta, mi son rialzato ed ho spiato nuovamente attraverso una fessura delle tende il colore del "soffitto del pianeta". Non era cambiato: grigio. Ho deciso di rischiare e sono partito lo stesso per il mare. Quando sono arrivato alla spiaggia il cielo si era liberato dalle nuvole e si era colorato di azzurro.
Mi sarei aspettato di non trovare anima viva, dopo un inizio di giornata così poco promettente. Oltretutto oggi è lunedì (giorno lavorativo, inizio di settimana...), invece c'eran già diverse testoline che facevan capolino tra le dune. Anche la mia duna preferita (quella più alta, che domina tutta la lunga spiaggia) era già occupata.
Purtroppo, nonostante il sole avesse avuto la meglio sulle nuvole grigie di inizio mattinata, tirava un venticello fresco che, anche a me che non temo il freddo, dava un po' fastidio. Ma in questi casi basta non farci caso.
Come ho già scritto, quando vado al mare, amo passeggiare, camminare. Nudo: in spiaggia, se non ci son bambini o famigliole, in pineta e sulle dune, altrimenti.
Non frequento spiagge dove si ha il dovere di indossare quel pezzo di lycra colorato, che ritengo più antiestetico dei troppocorti pantaloni di Charlie Chaplin, piuttosto che del parruccone della Moira Orfei. Rispetto quelle spiagge, ma non le frequento. Piuttosto sto a casa a stirare.
Non rispetto però le persone, che prendono il sole in costume nelle spiaggette per "soli uomini". Anzi, non manco loro di rispetto. Semplicemente "non gliela dò".
Non li capisco: gay o presunti tali che tengono il costume nelle riserve di caccia. Sarà che io amo la libertà dello stare senza vestiti addosso, sarà che io sono esibizionista. Sarà che mi piace mostrare l'uccello, oltre che mi piace anche vederne altri, non solo il mio.
OK, gusti son gusti: io il segno dell'abbronzatura non lo sopporto. Nè su di me, nè tantomeno su chi mi si spoglia di fronte. A qualcuno piace. Un amico mio (G.) dice che addirittura, il segno bianco, gli fà sesso. Boh? Per me è più antiestetico di un brufolo giallo sulla fronte, piuttosto che di un riportino stile Pippo B.
Amico mio (G.), gli dissi una volta: cercati un moroso o amante che sia, ciclista: se proprio ti piace il segno, loro ce l'hanno + evidente! (parte dalle braccia ed arriva fino a poco sopra le ginocchia!). Non credo abbia capito la mia provocazione.
Dai! ditemi che non è antiestetico un culo, soprattutto se peloso (nulla contro i peli, anzi), circondato da una bella corniceschiena abbronzata. Un'isola di color porcellino messa proprio sotto ad una schiena dorata. E poi l'effetto calza autoreggente delle gambe...brrrr...solo a pensarlo rabbrividisco! Qualcuno mi ha esposto una sua teoria in proposito: secondo costui, noi che "lo" mostriamo tranquillamente non abbiam problemi di centimetri, invece chi "lo" copre sembrerebbe averne. Cazzata. Io non ho stò grande uccellone (voi tutti lo avete di certo già visto nelle foto), ma non mi creo problemi di inferiorità. Anche perchè, è risaputo - o almeno lo sanno quelli come me che hanno messo in bocca più uccelli che maccheroni- che un cazzo "molle" puo' rivelarsi una splendida, piacevole sorpresa da "duro". Che sia pudore, allora? Ma se sei pudico evita di frequentare ste spiaggette. Prenditi una settimana di ferie e va a SharmElSceik (o come cazzo si scrive). Ma non venire ad infestare la "mia" spiaggia.
E quelli che prendono il sole in perizoma? (Scusate: torno subito: il solo aver scritto questa parola mi ha procurato seri sforzi di vomito....bleahhhhhh).
Oggi pomeriggio, in pineta, c'era un tipo che mi pedinava. Faccia da scemotto, ma la faccia, in certi frangenti può diventare secondaria. Il problema era che indossava un costumino. Azzurro...azzurro! Se l'è voluta: l'ho fatto camminare. E basta.
Van Gogh ha dipinto capolavori. Vasco Rossi scrive meravigliose poesie che mette in musica. Renzo Piano ha realizzato delle costruzioni fantastiche. Nulla di paragonabile a quel capolavoro di cui la natura ha dotato gli esseri umani maschi: il cazzo. Uno spettacolo! Soprattutto quando è in erezione.
Mettetelo in mostra, ragazzi! E soprattutto: evitate certe spiaggette se avete un brutto rapporto con il vostro corpo: a Riccione come a Jesolo si tiene il costume in spiaggia, e per quel che mi si dice ci si diverte lo stesso. Evitate le spiagge selvagge. O perlomeno non veniteci con il costumino con stampa "medusa" o il perizoma "tagliascorreggie".
Piuttosto statevene a casa a stirare.
Uno speciale saluto a R.Ud: uno che... (...lui sà)
mercoledì, aprile 21, 2004
Ieri, per la prima volta in quest'anno, sono stato in spiaggia. E oggi ci son tornato.
Giornata calda, solo leggermente ventilata, cielo limpido e mare pulito, quasi piatto.
La spiaggia era praticamente deserta.
Amo quel posto, paesaggisticamente suggestivo, con la sua sabbia fine e chiara, le sue dune, la lunga pineta (dove si posson fare degli incontri ..."interessanti").
Mi piace passeggiare, nudo, lungo il bagnasciuga. Mi dà un bel senso di libertà, mi rilassa. In questo periodo lo posso fare, poichè gli unici, pochi, frequentatori sono solo uomini. Le coppiette o le famigliole (che peraltro arrivano soprattutto il sabato e la domenica, con le loro invadenti barchette bianche), ancora non ci sono. Appena farà un po più di caldo non mi lascerò scappare dei bei bagni, sempre senza costume.
Oggi, in tarda mattinata, lì, in spiaggia, ho conosciuto un tipo. Chiaccherando mi ha chiesto se ho il ragazzo.
Gli ho risposto di sì. Pensavo a Dario.
Giornata calda, solo leggermente ventilata, cielo limpido e mare pulito, quasi piatto.
La spiaggia era praticamente deserta.
Amo quel posto, paesaggisticamente suggestivo, con la sua sabbia fine e chiara, le sue dune, la lunga pineta (dove si posson fare degli incontri ..."interessanti").
Mi piace passeggiare, nudo, lungo il bagnasciuga. Mi dà un bel senso di libertà, mi rilassa. In questo periodo lo posso fare, poichè gli unici, pochi, frequentatori sono solo uomini. Le coppiette o le famigliole (che peraltro arrivano soprattutto il sabato e la domenica, con le loro invadenti barchette bianche), ancora non ci sono. Appena farà un po più di caldo non mi lascerò scappare dei bei bagni, sempre senza costume.
Oggi, in tarda mattinata, lì, in spiaggia, ho conosciuto un tipo. Chiaccherando mi ha chiesto se ho il ragazzo.
Gli ho risposto di sì. Pensavo a Dario.
lunedì, aprile 19, 2004
Si dice che, se durante l'anno non ti comporti bene, la Befana ti porta il carbone al posto delle caramelle.
Terrorismo famigliare!
Ho sempre pensato che la suddetta vecchiaccia, la Befana appunto, sia nient'altro che una mandataria del popoloso esercito di quell'"associazione per furto" composta da dentisti, odontotecnici, ortodonzisti, paradonzisti, odontoiatri, paradonstr..zi, ecc ecc.
Mi spiego: stà maledetta, se ti va bene, ti lascia appesa al caminetto una calzetta ripiena di ogni zuccheroso bendiddio. A noi eterni bambini -ma anagraficamente un po' troppo cresciuti per trovar ancora il coraggio di definirci tali- eran riservate caramelle dalle svariate forme e misure (mi ricordo le rosse Rossana, le Dufour di Minnie Minoprio o, quelle schifose, al miele Ambrosoli), e poi: lecca lecca colorati, cioccolatini, gli Smarties (che ancora sono in commercio, sopravvissuti alla Playstation2, alla De Filippi e all'extasy).
Dalle mie parti -io son nato in provincia di Milano- si usava anche il rosolio: minibottiglie di plastica contenenti un liquido rosso, dolcissimo. Si beveva direttamente dalla bottiglietta dopo aver staccato con i denti la punta del tappo che aveva la forma simile a quella di un biberon (e qui già ci sarebbe da cominciare a polemizzare: quanti di voi lettori ultratrentacinquenni non avete perso un pezzo di uno dei vostri preziosi dentini nell'impresa di staccare la punta di quella plastomammella?). E le Big Babol? Ve le ricordate? Cemento armato al gusto di fragola. Chissà se sono ancora in commercio. (Cominciate a capire cosa intendo quando parlo dei dentisti and Co?).
La befana del terzo millennio ha cavalcato i tempi, si è aggiornata. I bambini moderni posson godere ora di più elaborate saccaroprelibatezze, tipo i biancolussuriosi Raffaello Ferrero, i Kinder Happy Pippo, le Galatine (mmmh), le Morositas.
Questa cosa della calza accadeva e accade ogni 6 di gennaio.
Il 6 di marzo, se ti è andata bene -sennò prima- sei seduto ad aspettare il tuo turno nella saletta d'attesa del tuo dentista che, classico, dopo aver trovato un paio di cariette ben posizionate negli angoli più reconditi del tuo giovane apparato masticatorio, ti dirà la classica frasetta: ma quanti dolci ti ha portato la Befana!?!
Ma andate a quel paese tu, odontoipocrita e la tua vecchiaccia dalle calze tutte rotte! Anzi, sbrigati ad infilar le tue dita nella mia bocca e fammi uscire di qui, che, il prossimo anno, per evitare una visita della Befana buona (quella delle caramelle), andrò subito iscrivermi alla LegaDei"Bronxisti.Fanatici.Terroristi.KKK.Kamikaze.SerialKiller".
Tutto questo per i bambini buoni!
Coglioni, loro? No! Solo più buoni di quelli cattivi (e come potrebbe esser altrimenti? hai mai visto i bambini buoni esser + cattivi dei bambini cattivi?)
Già...i cattivi:
nel 2004, come ai miei tempi, il 6 di gennaio, non si è perso ancora l'uso del carbone punitivo. E giusto perchè il giovanebrigatista o la babytruffatrice non siano/fossero messi nella condizione di succhiar carbone da barbecue, è stato inventato il carbone dolce, giallo o nero (Al mio amico Ivano è sempre capitato quello giallo....E dalla sua fanciullezza in poi quel colore lo ha trasformato in un fetish, oltreche in uno stile di vita).
Il carbone dolce:
lo succhi.... (ciucc) ....succhi........(cciuccccc) succhi...........Mh...Insapore. Dopo la prima ciucciatina non sa già più di niente. Provi perciò a leccarlo: se hai la fortuna di non finire al pronto soccorso per qualche punto di sutura alla lingua, il gusto resta sempre quello: NON ha gusto.
E allora il bambino del 1971, come quello del 2004 che fanno? Mordono. O meglio provano a morderlo, il carbondolce. Prima con le buone, molari e premolari, poi passano alle cattive: i canini (lì son già incazzati) ...e così: STACK!!! Ecco che uno dei loro giovani dentucci, orgoglio del piccolo vampiro piuttosto che della futura misssorriso se ne restano attaccati a quella massa zuccherosa che li costringerà a far visita. A chi? Ma al dentista!
Le uova di Pasqua, al contrario delle calze della Befana, sono state invece sempre molto più democratiche; se non fosse che il valore della sorpresa era ed è proporzionato al valore commerciale dell'uovo che le contiene.
Personalmente, quando ero bimbo, delle uova e delle loro Priscillesche confezioni, me ne è sempre fregato poco: quello che mi interessava era il misterioso contenuto: la sorpresa. Ancora adesso ringrazio la Kinder/Ferrero per aver messo in commercio gli ovetti che si vendono tutto l'anno, evitando al piccolo-Emilio-Fede-che-c'era-in-me di dover aspettar Pasqua per realizzare la mini passione per il gioco d'azzardo.
Le uova di Pasqua 2004 mi han riservato ben due (e dico d.u.e) sorprese:
La prima: Dario è stato, per la prima volta, ben quattro (e dico q.u.a.t.t.r.o) giorni da me. Giorni bellissimi, passati in sua compagnia, visitando insieme la mia città adottiva, col sole, che, a dispetto delle previsioni, gli ha permesso di vedere questa città con le sue ombre, i suoi riflessi, i colori. Complice un amico che è stato una guida preziosa e che ha dato modo a Dario di vederla da un punto di vista che solo pochi turisti possono permettersi (Grazie A.) Io, con loro due, mi son sentito un po' come in vacanza, nella mia città. Una bella sensazione.
Un bel regalo della vita.
E poi è arrivata la seconda sorpresa.
Era ormai "pasquetta", lo scorso lunedì. Lunedì 12.
Confesso che avrei preferito un bel pezzo di carbone. Duro, insapore. Giallo o nero, non me ne sarebbe fregato nulla.
Invece... Invece non c'entrava la Befana. Nè tantomeno le uova:
Quel lunedì 12 Dario mi ha comunicato la sua decisione: terminare la nostra relazione.
Qualche mezz'oretta dopo essermi reso conto di ciò che mi aveva appena detto. Dopo essermi tolto l'accetta dalla fronte, prendendo atto della sua scelta, ho capito che Dario aveva fatto la cosa giusta. Ha fatto la cosa giusta.
Doveva andare così. Forse sarebbe stato meglio non aver fatto marcia indietro la volta scorsa, quando gli chiesi di non rivederlo più. Ma, allora, non sarei stato capace di rinunciare a lui. Lo amavo. A modo mio, ma lo amavo. Forse troppo. Forse se non ci fossero stati questi giorni che mi han permesso di razionalizzare meglio il nostro rapporto, oltre al mio sentimento, ora me ne starei nel letto a piangere, pensandolo, magari chiedendomi cosa ho sbagliato con lui. Invece non mi scappa di piangere. Non ho rimorsi, se non quello di avergli detto troppo volte che ero innamorato di lui. Credo che, nè io nè Dario, abbiam fatto degli sbagli. Ci siam spontaneamente comportati da esseri umani. Abbiam messo in gioco i sentimenti. E siam stati bene. Almeno, io lo son stato. Non so perchè: siam tanto, troppo diversi, ma quel che ancora sento per Dario è qualcosa di speciale, "un sentimento mistico e sensuale che mi imprigiona a lui".
Gli ultimi quattro giorni trascorsi insieme mi hanno dato modo di conoscerlo un pochino meglio e devo dire che alla fine non è poi così speciale, gliel'ho anche detto che è pure un po' stronzetto, ma accidenti, gli voglio un bene infinito. E' una bella persona, troppo giovane per me, lui con i suoi limiti, come tutti ne abbiamo, ma con un pregio: la sincerità.
Son contento per come le cose sono andate e stanno andando:
non ho messo in atto la "Mittler azione reattiva", quella per cui, quando decido che devo togliermi dalla testa e dal cuore qualcuno, mi impegno e lo cancello. Pouf!! Dopo un tot di giorni è bello che dimenticato.
No. A Dario ci tengo. Non sarà fatica (anzi non lo è) cominciare a vederlo e soprattutto sentirlo, via cell o via cuore, come un amico. Ci sentiamo ancora tutti i giorni. E (vorrei che non leggesse, ma so che lo farà) posso dire che adesso è più bello di prima. Vivo una nuova esperienza. Un ennesimo, nuovo Mittler, ha avuto modo di autoriclonarsi per ricominciare una piccola nuova vita.
"Vita" son quattro lettere che messe assieme esprimono la stupida filosofia di un idiota -io- che di notte si mette a scrivere di se stesso. Mi piace vivere. Amo questa vita, questo pianeta con i suoi odori e le sue contraddizioni. E finchè il mio cervello avrà la possibilità di inviare alle mani le istruzioni per come aprire una sorpresa pasquale, bella o brutta che sia, beh: significa che son vivo. E va bene così!
Speriamo che almeno domani ci sia il sole: ho voglia di andare al mare.
Per concludere, che dire: ai miei fans interessati: io son libero. Fatevi sotto :-))
Terrorismo famigliare!
Ho sempre pensato che la suddetta vecchiaccia, la Befana appunto, sia nient'altro che una mandataria del popoloso esercito di quell'"associazione per furto" composta da dentisti, odontotecnici, ortodonzisti, paradonzisti, odontoiatri, paradonstr..zi, ecc ecc.
Mi spiego: stà maledetta, se ti va bene, ti lascia appesa al caminetto una calzetta ripiena di ogni zuccheroso bendiddio. A noi eterni bambini -ma anagraficamente un po' troppo cresciuti per trovar ancora il coraggio di definirci tali- eran riservate caramelle dalle svariate forme e misure (mi ricordo le rosse Rossana, le Dufour di Minnie Minoprio o, quelle schifose, al miele Ambrosoli), e poi: lecca lecca colorati, cioccolatini, gli Smarties (che ancora sono in commercio, sopravvissuti alla Playstation2, alla De Filippi e all'extasy).
Dalle mie parti -io son nato in provincia di Milano- si usava anche il rosolio: minibottiglie di plastica contenenti un liquido rosso, dolcissimo. Si beveva direttamente dalla bottiglietta dopo aver staccato con i denti la punta del tappo che aveva la forma simile a quella di un biberon (e qui già ci sarebbe da cominciare a polemizzare: quanti di voi lettori ultratrentacinquenni non avete perso un pezzo di uno dei vostri preziosi dentini nell'impresa di staccare la punta di quella plastomammella?). E le Big Babol? Ve le ricordate? Cemento armato al gusto di fragola. Chissà se sono ancora in commercio. (Cominciate a capire cosa intendo quando parlo dei dentisti and Co?).
La befana del terzo millennio ha cavalcato i tempi, si è aggiornata. I bambini moderni posson godere ora di più elaborate saccaroprelibatezze, tipo i biancolussuriosi Raffaello Ferrero, i Kinder Happy Pippo, le Galatine (mmmh), le Morositas.
Questa cosa della calza accadeva e accade ogni 6 di gennaio.
Il 6 di marzo, se ti è andata bene -sennò prima- sei seduto ad aspettare il tuo turno nella saletta d'attesa del tuo dentista che, classico, dopo aver trovato un paio di cariette ben posizionate negli angoli più reconditi del tuo giovane apparato masticatorio, ti dirà la classica frasetta: ma quanti dolci ti ha portato la Befana!?!
Ma andate a quel paese tu, odontoipocrita e la tua vecchiaccia dalle calze tutte rotte! Anzi, sbrigati ad infilar le tue dita nella mia bocca e fammi uscire di qui, che, il prossimo anno, per evitare una visita della Befana buona (quella delle caramelle), andrò subito iscrivermi alla LegaDei"Bronxisti.Fanatici.Terroristi.KKK.Kamikaze.SerialKiller".
Tutto questo per i bambini buoni!
Coglioni, loro? No! Solo più buoni di quelli cattivi (e come potrebbe esser altrimenti? hai mai visto i bambini buoni esser + cattivi dei bambini cattivi?)
Già...i cattivi:
nel 2004, come ai miei tempi, il 6 di gennaio, non si è perso ancora l'uso del carbone punitivo. E giusto perchè il giovanebrigatista o la babytruffatrice non siano/fossero messi nella condizione di succhiar carbone da barbecue, è stato inventato il carbone dolce, giallo o nero (Al mio amico Ivano è sempre capitato quello giallo....E dalla sua fanciullezza in poi quel colore lo ha trasformato in un fetish, oltreche in uno stile di vita).
Il carbone dolce:
lo succhi.... (ciucc) ....succhi........(cciuccccc) succhi...........Mh...Insapore. Dopo la prima ciucciatina non sa già più di niente. Provi perciò a leccarlo: se hai la fortuna di non finire al pronto soccorso per qualche punto di sutura alla lingua, il gusto resta sempre quello: NON ha gusto.
E allora il bambino del 1971, come quello del 2004 che fanno? Mordono. O meglio provano a morderlo, il carbondolce. Prima con le buone, molari e premolari, poi passano alle cattive: i canini (lì son già incazzati) ...e così: STACK!!! Ecco che uno dei loro giovani dentucci, orgoglio del piccolo vampiro piuttosto che della futura misssorriso se ne restano attaccati a quella massa zuccherosa che li costringerà a far visita. A chi? Ma al dentista!
Le uova di Pasqua, al contrario delle calze della Befana, sono state invece sempre molto più democratiche; se non fosse che il valore della sorpresa era ed è proporzionato al valore commerciale dell'uovo che le contiene.
Personalmente, quando ero bimbo, delle uova e delle loro Priscillesche confezioni, me ne è sempre fregato poco: quello che mi interessava era il misterioso contenuto: la sorpresa. Ancora adesso ringrazio la Kinder/Ferrero per aver messo in commercio gli ovetti che si vendono tutto l'anno, evitando al piccolo-Emilio-Fede-che-c'era-in-me di dover aspettar Pasqua per realizzare la mini passione per il gioco d'azzardo.
Le uova di Pasqua 2004 mi han riservato ben due (e dico d.u.e) sorprese:
La prima: Dario è stato, per la prima volta, ben quattro (e dico q.u.a.t.t.r.o) giorni da me. Giorni bellissimi, passati in sua compagnia, visitando insieme la mia città adottiva, col sole, che, a dispetto delle previsioni, gli ha permesso di vedere questa città con le sue ombre, i suoi riflessi, i colori. Complice un amico che è stato una guida preziosa e che ha dato modo a Dario di vederla da un punto di vista che solo pochi turisti possono permettersi (Grazie A.) Io, con loro due, mi son sentito un po' come in vacanza, nella mia città. Una bella sensazione.
Un bel regalo della vita.
E poi è arrivata la seconda sorpresa.
Era ormai "pasquetta", lo scorso lunedì. Lunedì 12.
Confesso che avrei preferito un bel pezzo di carbone. Duro, insapore. Giallo o nero, non me ne sarebbe fregato nulla.
Invece... Invece non c'entrava la Befana. Nè tantomeno le uova:
Quel lunedì 12 Dario mi ha comunicato la sua decisione: terminare la nostra relazione.
Qualche mezz'oretta dopo essermi reso conto di ciò che mi aveva appena detto. Dopo essermi tolto l'accetta dalla fronte, prendendo atto della sua scelta, ho capito che Dario aveva fatto la cosa giusta. Ha fatto la cosa giusta.
Doveva andare così. Forse sarebbe stato meglio non aver fatto marcia indietro la volta scorsa, quando gli chiesi di non rivederlo più. Ma, allora, non sarei stato capace di rinunciare a lui. Lo amavo. A modo mio, ma lo amavo. Forse troppo. Forse se non ci fossero stati questi giorni che mi han permesso di razionalizzare meglio il nostro rapporto, oltre al mio sentimento, ora me ne starei nel letto a piangere, pensandolo, magari chiedendomi cosa ho sbagliato con lui. Invece non mi scappa di piangere. Non ho rimorsi, se non quello di avergli detto troppo volte che ero innamorato di lui. Credo che, nè io nè Dario, abbiam fatto degli sbagli. Ci siam spontaneamente comportati da esseri umani. Abbiam messo in gioco i sentimenti. E siam stati bene. Almeno, io lo son stato. Non so perchè: siam tanto, troppo diversi, ma quel che ancora sento per Dario è qualcosa di speciale, "un sentimento mistico e sensuale che mi imprigiona a lui".
Gli ultimi quattro giorni trascorsi insieme mi hanno dato modo di conoscerlo un pochino meglio e devo dire che alla fine non è poi così speciale, gliel'ho anche detto che è pure un po' stronzetto, ma accidenti, gli voglio un bene infinito. E' una bella persona, troppo giovane per me, lui con i suoi limiti, come tutti ne abbiamo, ma con un pregio: la sincerità.
Son contento per come le cose sono andate e stanno andando:
non ho messo in atto la "Mittler azione reattiva", quella per cui, quando decido che devo togliermi dalla testa e dal cuore qualcuno, mi impegno e lo cancello. Pouf!! Dopo un tot di giorni è bello che dimenticato.
No. A Dario ci tengo. Non sarà fatica (anzi non lo è) cominciare a vederlo e soprattutto sentirlo, via cell o via cuore, come un amico. Ci sentiamo ancora tutti i giorni. E (vorrei che non leggesse, ma so che lo farà) posso dire che adesso è più bello di prima. Vivo una nuova esperienza. Un ennesimo, nuovo Mittler, ha avuto modo di autoriclonarsi per ricominciare una piccola nuova vita.
"Vita" son quattro lettere che messe assieme esprimono la stupida filosofia di un idiota -io- che di notte si mette a scrivere di se stesso. Mi piace vivere. Amo questa vita, questo pianeta con i suoi odori e le sue contraddizioni. E finchè il mio cervello avrà la possibilità di inviare alle mani le istruzioni per come aprire una sorpresa pasquale, bella o brutta che sia, beh: significa che son vivo. E va bene così!
Speriamo che almeno domani ci sia il sole: ho voglia di andare al mare.
Per concludere, che dire: ai miei fans interessati: io son libero. Fatevi sotto :-))