martedì, giugno 22, 2004
Sto impazzendo. Sto male, malissimo. Cazzo cazzo cazzo!
Eh si: Ale.
Le cose con lui, purtroppo non sono andate come avrei voluto. Avevo accennato ad un "fantasma". Beh...il fantasma si è (ri)materializzato.
Non ha colpe, Ale, di quello che è successo. Se c'è uno che ha sbagliato sono io, che ho voluto mettere i piedi su di una barca che non sarebbe mai potuta salpare.
Erano anni che non facevo l'amore; grazie a lui, solo poche ore fa l'avevo fatto. Ma erano anche tanti anni che non stavo così male. La sensazione è quella che le pareti di casa mia si stian richiudendo su di me e ne resti intrappolato. Mi sento soffocare. Il mio stomaco vuoto vorrebbe vomitare.
Questa notte, dopo l'ultima conversazione con Ale, son dovuto uscire di casa, sono andato da un amico. Avevo bisogno di parlare, di stare con qualcuno. Avevo intenzione di dormir là, da lui, ma poi una volta coricatomi per dormire ho preferito rientrare a casa. C'era ormai luce, quando ho preso l'autobus per tornare. Prima ho camminato, camminato...perdendomi.
Vista dal di fuori, una situazione come questa ha del patetico, sfiora il grottesco. Per me, che la sto vivendo è dolore allo stato puro.
Soffro, pensando che non potrò mai più provare le sensazioni che mi dava quando mi baciava, quando toccavo la sua pelle, quando le mie dita stringevano il suo membro. Dio! Come posso dimenticarmi le sue carezze! Come posso rassegnarmi al fatto che non potrò mai più provare le emozioni che sapeva donarmi?
Ho provato a chiamarlo, ma il suo cellulare è sempre spento. L'indifferenza nei miei confronti è forse il solo bene che Ale possa farmi ora. Darmi speranze sarebbe insensato.
Ma io, accidentaccio, Cucciolo!! Ho bisogno almeno di sentirti! Perchè sei così cattivo con me? Tu, che fino all'altra sera eri al mio posto, tu che dovresti esser nella condizione di capire che sto annaspando in un pozzo di fango, tu, la sola persona al mondo che potrebbe aiutarmi, ti neghi a me.
Non ha nemmeno risposto ad un mio sms dove gli ho chiesto di vederlo, più tardi. Spero tanto che questa sera voglia almeno chiaccherare un po', in chat. Ale... Per favore: fallo! Non riesco a capacitarmi di averti perso per sempre! Dammi l'opportunità di rivedere il tuo sorriso... Sei una persona dolcissima e sensibile, dammi una mano. Alessandro, ti prego!
Non sono razionale in questo momento, lo so. Quando si finisce in situazioni del genere si rischia di diventare addirittura ridicoli. Il solo fatto che io me ne stia qui a scrivere è ridicolo. Ma devo far passare il tempo in qualche modo. Arriverà il momento in cui la mia testa dirà al cuore di mettersi in pace e mettere in atto l'azione reattiva che mi aiuterà a "guarire". Tra un paio di giorni partirò per una vacanza. Spero di distrarmi e di aver già rimosso in piccola parte i miei sentimenti. Lo spero, perchè altrimenti quella vacanza sarebbero solo soldi buttati.
Porca la miseria: quanto ci vorrà perchè io stia meglio!?! Per quante ore, giorni, dovrò combattere contro i muri di casa che mi si richiudono addosso?! Si, lo so bene: si tratta solo di aspettare. Quante volte, ascoltando gli sfoghi di persone uscita male da una relazione sentimentale ho consigliato loro di dar tempo al tempo.
Comico, ma l'ultima persona con cui l'ho fatto è stato proprio Ale.
Le medicine contro questo tipo di "malattia" non le hanno mai inventate. Se fossi un chimico mi metterei io a cercarne la formula, sai che business?
Tempo, tu, mia sola cura, per favore...passa in fretta.
Ho paura...
Eh si: Ale.
Le cose con lui, purtroppo non sono andate come avrei voluto. Avevo accennato ad un "fantasma". Beh...il fantasma si è (ri)materializzato.
Non ha colpe, Ale, di quello che è successo. Se c'è uno che ha sbagliato sono io, che ho voluto mettere i piedi su di una barca che non sarebbe mai potuta salpare.
Erano anni che non facevo l'amore; grazie a lui, solo poche ore fa l'avevo fatto. Ma erano anche tanti anni che non stavo così male. La sensazione è quella che le pareti di casa mia si stian richiudendo su di me e ne resti intrappolato. Mi sento soffocare. Il mio stomaco vuoto vorrebbe vomitare.
Questa notte, dopo l'ultima conversazione con Ale, son dovuto uscire di casa, sono andato da un amico. Avevo bisogno di parlare, di stare con qualcuno. Avevo intenzione di dormir là, da lui, ma poi una volta coricatomi per dormire ho preferito rientrare a casa. C'era ormai luce, quando ho preso l'autobus per tornare. Prima ho camminato, camminato...perdendomi.
Vista dal di fuori, una situazione come questa ha del patetico, sfiora il grottesco. Per me, che la sto vivendo è dolore allo stato puro.
Soffro, pensando che non potrò mai più provare le sensazioni che mi dava quando mi baciava, quando toccavo la sua pelle, quando le mie dita stringevano il suo membro. Dio! Come posso dimenticarmi le sue carezze! Come posso rassegnarmi al fatto che non potrò mai più provare le emozioni che sapeva donarmi?
Ho provato a chiamarlo, ma il suo cellulare è sempre spento. L'indifferenza nei miei confronti è forse il solo bene che Ale possa farmi ora. Darmi speranze sarebbe insensato.
Ma io, accidentaccio, Cucciolo!! Ho bisogno almeno di sentirti! Perchè sei così cattivo con me? Tu, che fino all'altra sera eri al mio posto, tu che dovresti esser nella condizione di capire che sto annaspando in un pozzo di fango, tu, la sola persona al mondo che potrebbe aiutarmi, ti neghi a me.
Non ha nemmeno risposto ad un mio sms dove gli ho chiesto di vederlo, più tardi. Spero tanto che questa sera voglia almeno chiaccherare un po', in chat. Ale... Per favore: fallo! Non riesco a capacitarmi di averti perso per sempre! Dammi l'opportunità di rivedere il tuo sorriso... Sei una persona dolcissima e sensibile, dammi una mano. Alessandro, ti prego!
Non sono razionale in questo momento, lo so. Quando si finisce in situazioni del genere si rischia di diventare addirittura ridicoli. Il solo fatto che io me ne stia qui a scrivere è ridicolo. Ma devo far passare il tempo in qualche modo. Arriverà il momento in cui la mia testa dirà al cuore di mettersi in pace e mettere in atto l'azione reattiva che mi aiuterà a "guarire". Tra un paio di giorni partirò per una vacanza. Spero di distrarmi e di aver già rimosso in piccola parte i miei sentimenti. Lo spero, perchè altrimenti quella vacanza sarebbero solo soldi buttati.
Porca la miseria: quanto ci vorrà perchè io stia meglio!?! Per quante ore, giorni, dovrò combattere contro i muri di casa che mi si richiudono addosso?! Si, lo so bene: si tratta solo di aspettare. Quante volte, ascoltando gli sfoghi di persone uscita male da una relazione sentimentale ho consigliato loro di dar tempo al tempo.
Comico, ma l'ultima persona con cui l'ho fatto è stato proprio Ale.
Le medicine contro questo tipo di "malattia" non le hanno mai inventate. Se fossi un chimico mi metterei io a cercarne la formula, sai che business?
Tempo, tu, mia sola cura, per favore...passa in fretta.
Ho paura...
giovedì, giugno 17, 2004
"Fare l'amore" (o "fare all'amore") è diventata un'espressione dal suono un po' demodè.
Oggi vien più facile dire "ho fatto sesso" oppure "ho scopato con...", ma queste formule non hanno lo stesso valore della prima.
Quello di "far sesso" è, a mio avviso, un concetto prettamente carnale: rivolgendo l'attenzione sugli organi sessuali, si adopera il proprio corpo, godendo di quello del/della partner, al fine di raggiunger l'orgasmo, attraverso pratiche erotiche più o meno convenzionali.
"Scopare", invece, (almeno io la vedo così) è lo stesso concetto, ma implica necessariamente la penetrazione.
Far sesso è cosa buona e giusta. E' bello e appagante. A me piace.
Ma far l'amore è sublime.
L'organismo tutto, dall'unghia dell'alluce ai capelli, è coinvolto. Far l'amore è carnale e mistico allo stesso tempo. E' l'estasi, è il rapimento sia del corpo che del cervello.
Il partner diventa un tutt'uno con me, i suoi sensi si impossessano di me, della materia che mi compone e dell'anima che vi è contenuta; il mio corpo entra nel suo, mentre lui si fa padrone di me. E' una specie di scambio-fusione di energie.
Non è "quel tipo" di penetrazione. E'un'altra cosa. E' molto di più!
Per far sesso basta il corpo. Per fare l'amore, anche la mente e il cuore.
Ieri, dopo tanto, tanto tempo, ho fatto l'amore.
Con Ale ..."A".
Giuro che volavo, mi sentivo sollevato dal letto senza far leva su nessuno degli arti. Le mie palpebre erano aperte, ma io non vedevo. Ogni suo lungo bacio era un'iniezione di passione, calore, dolcezza, piacere...
I suoi occhi penetravano i miei; le sue dita leggere, sfioravano la mia pelle, "incuneandosi" attraverso essa, fino a toccare i punti più sperduti del mio apparato nervoso; i suoi sospiri irrompevano nelle mie orecchie come cascate.
Era l'estasi.
Ieri ho fatto l'amore con Ale. Ed è stato sublime. Sono stato davvero bene.
Ieri ho fatto l'amore con Ale.
Ero convinto ci fosse solo lui, qui, in casa con me.
Ho saputo, dopo, che un fantasma era lì, con noi; clandestinamente, a mia insaputa.
Non ho la capacità, nè tantomeno la voglia di combattere i fantasmi. Ma se mi fossero date queste doti, ci metterei il tempo di un "pouff" per farlo sparire. Per poter stare un po' più solo con Ale.
...Ma poi, chi mi dà diritto di pensare che Ale voglia stare da solo con me?
Oggi vien più facile dire "ho fatto sesso" oppure "ho scopato con...", ma queste formule non hanno lo stesso valore della prima.
Quello di "far sesso" è, a mio avviso, un concetto prettamente carnale: rivolgendo l'attenzione sugli organi sessuali, si adopera il proprio corpo, godendo di quello del/della partner, al fine di raggiunger l'orgasmo, attraverso pratiche erotiche più o meno convenzionali.
"Scopare", invece, (almeno io la vedo così) è lo stesso concetto, ma implica necessariamente la penetrazione.
Far sesso è cosa buona e giusta. E' bello e appagante. A me piace.
Ma far l'amore è sublime.
L'organismo tutto, dall'unghia dell'alluce ai capelli, è coinvolto. Far l'amore è carnale e mistico allo stesso tempo. E' l'estasi, è il rapimento sia del corpo che del cervello.
Il partner diventa un tutt'uno con me, i suoi sensi si impossessano di me, della materia che mi compone e dell'anima che vi è contenuta; il mio corpo entra nel suo, mentre lui si fa padrone di me. E' una specie di scambio-fusione di energie.
Non è "quel tipo" di penetrazione. E'un'altra cosa. E' molto di più!
Per far sesso basta il corpo. Per fare l'amore, anche la mente e il cuore.
Ieri, dopo tanto, tanto tempo, ho fatto l'amore.
Con Ale ..."A".
Giuro che volavo, mi sentivo sollevato dal letto senza far leva su nessuno degli arti. Le mie palpebre erano aperte, ma io non vedevo. Ogni suo lungo bacio era un'iniezione di passione, calore, dolcezza, piacere...
I suoi occhi penetravano i miei; le sue dita leggere, sfioravano la mia pelle, "incuneandosi" attraverso essa, fino a toccare i punti più sperduti del mio apparato nervoso; i suoi sospiri irrompevano nelle mie orecchie come cascate.
Era l'estasi.
Ieri ho fatto l'amore con Ale. Ed è stato sublime. Sono stato davvero bene.
Ieri ho fatto l'amore con Ale.
Ero convinto ci fosse solo lui, qui, in casa con me.
Ho saputo, dopo, che un fantasma era lì, con noi; clandestinamente, a mia insaputa.
Non ho la capacità, nè tantomeno la voglia di combattere i fantasmi. Ma se mi fossero date queste doti, ci metterei il tempo di un "pouff" per farlo sparire. Per poter stare un po' più solo con Ale.
...Ma poi, chi mi dà diritto di pensare che Ale voglia stare da solo con me?
venerdì, giugno 11, 2004
Se potessi tornare indietro!
...Cazzo se tornerei indietro! Non per correggere gli errori del mio passato, ma solo per aver l'opportunità di farne altri. Per sentirmi ancora tutta una vita davanti -una vita tutta-.
Darei un dito (dei piedi) per tornar 30enne.
Darei due dita (una dei piedi ed una delle mani) per aver ancora 17 anni.
E quando ero 17enne stavo davvero bene. Con me e con il mondo. Ero anche considerato una persona intelligente. Di quelli che vengon chiamati "leader" (non leather). E soprattutto sapevo divertirmi, ero spontaneo, non calcolavo. Come si dice da queste parti: saltavo i fossi per lungo. Dormivo nulla. Uscivo tutte le sere. Facevo sesso quanto adesso, ma tenete conto che allora ero davvero bruttino. E pieno di brufoli. Eppure cuccavo. Logico: ero un pollastrello, e la carne giovane piace.
Poi mi han fatto fare un anno di caserma. E lì ho scoperto cosa significa "repressione". Ho sbagliato io. Ammetto: avrei potuto gestir la vita in caserma come l'avevo gestita al di fuori, fino a quel giugno '87, ma non ce la feci. Ero terrorizzato. Avevo paura. Mi cagavo addosso: Io!
Io che avevo detto alla scuola tutta, insegnanti compresi, che ero gay. E dopo il mio coming-out scolastico fui eletto rappresentante d'istituto. Io che uscii dall'esame di maturità, dopo essermi dichiarato alla scuola, con il max dei voti di allora: 60/60 e borsa di studio (300.000 lire eheheh).
Io che avevo detto al (mio) mondo intero che ero finocchio, quel giorno del giugno 1987, quando misi piede nella mia prima caserma, provai per la prima volta paura della mia sessualità.
Perchè ne parlo qua? Non lo so. Mi va di farlo. Come sempre.
Ormai la caserma è passata. Io ho messo sù qualche chilo. Ho messo sù anche diversi anni in più.
Molti, la maggior parte, dicono che non hanno paura di invecchiare, che a 40 anni inizia una nuova vita. Io ancora quarant'anni non li ho, ma ci credo poco: dai, non diciamo cagatine! Per favore! Ve le concedo solo se di cognome fate "Ripa Di Meana".
E, altra categoria: quelli che dicono: ho "tot" anni, ma non li sento. Per forza non li senti, rincitrullito: ne hai talmente tanti che sei pure diventato sordo!
Io i miei ce li ho, non li dimostro, ma ci stan tutti. E li sento. Dario poi è riuscito a farli pesare benissimo. Ma non era voluto.
Invece chi non mi fa pesare la mia preistorica età è A.
Sì, A. Colui di cui scrissi qualche giorno fa. Direte voi: "ahhh! era qua che volevi arrivare, a parlar di A."
No. Non ero partito con stò presupposto, ma...
Ma
...Ma va bene così!
P.S.1: Chi ha bisogno di 2 dita si faccia vivo (solo se in cambio mi dà una ventina d'anni di sconto). Gli altri per ora aspettino nuove richieste.
P.S.2: Non capisco perchè ...eheheh... ma mi è diventato simpatico pure Schumacker (o come cazzo si scrive)
P.S.3: Se in un enfasi sentimental-amorosa mandate un sms a qualcuno scrivendo: "Grazie di esistere" e questo qualcuno vi risponde "Prego", è tempo di far sparire il suo numero dal vostro telefonino. Vero Luciana?
...Cazzo se tornerei indietro! Non per correggere gli errori del mio passato, ma solo per aver l'opportunità di farne altri. Per sentirmi ancora tutta una vita davanti -una vita tutta-.
Darei un dito (dei piedi) per tornar 30enne.
Darei due dita (una dei piedi ed una delle mani) per aver ancora 17 anni.
E quando ero 17enne stavo davvero bene. Con me e con il mondo. Ero anche considerato una persona intelligente. Di quelli che vengon chiamati "leader" (non leather). E soprattutto sapevo divertirmi, ero spontaneo, non calcolavo. Come si dice da queste parti: saltavo i fossi per lungo. Dormivo nulla. Uscivo tutte le sere. Facevo sesso quanto adesso, ma tenete conto che allora ero davvero bruttino. E pieno di brufoli. Eppure cuccavo. Logico: ero un pollastrello, e la carne giovane piace.
Poi mi han fatto fare un anno di caserma. E lì ho scoperto cosa significa "repressione". Ho sbagliato io. Ammetto: avrei potuto gestir la vita in caserma come l'avevo gestita al di fuori, fino a quel giugno '87, ma non ce la feci. Ero terrorizzato. Avevo paura. Mi cagavo addosso: Io!
Io che avevo detto alla scuola tutta, insegnanti compresi, che ero gay. E dopo il mio coming-out scolastico fui eletto rappresentante d'istituto. Io che uscii dall'esame di maturità, dopo essermi dichiarato alla scuola, con il max dei voti di allora: 60/60 e borsa di studio (300.000 lire eheheh).
Io che avevo detto al (mio) mondo intero che ero finocchio, quel giorno del giugno 1987, quando misi piede nella mia prima caserma, provai per la prima volta paura della mia sessualità.
Perchè ne parlo qua? Non lo so. Mi va di farlo. Come sempre.
Ormai la caserma è passata. Io ho messo sù qualche chilo. Ho messo sù anche diversi anni in più.
Molti, la maggior parte, dicono che non hanno paura di invecchiare, che a 40 anni inizia una nuova vita. Io ancora quarant'anni non li ho, ma ci credo poco: dai, non diciamo cagatine! Per favore! Ve le concedo solo se di cognome fate "Ripa Di Meana".
E, altra categoria: quelli che dicono: ho "tot" anni, ma non li sento. Per forza non li senti, rincitrullito: ne hai talmente tanti che sei pure diventato sordo!
Io i miei ce li ho, non li dimostro, ma ci stan tutti. E li sento. Dario poi è riuscito a farli pesare benissimo. Ma non era voluto.
Invece chi non mi fa pesare la mia preistorica età è A.
Sì, A. Colui di cui scrissi qualche giorno fa. Direte voi: "ahhh! era qua che volevi arrivare, a parlar di A."
No. Non ero partito con stò presupposto, ma...
Ma
...Ma va bene così!
P.S.1: Chi ha bisogno di 2 dita si faccia vivo (solo se in cambio mi dà una ventina d'anni di sconto). Gli altri per ora aspettino nuove richieste.
P.S.2: Non capisco perchè ...eheheh... ma mi è diventato simpatico pure Schumacker (o come cazzo si scrive)
P.S.3: Se in un enfasi sentimental-amorosa mandate un sms a qualcuno scrivendo: "Grazie di esistere" e questo qualcuno vi risponde "Prego", è tempo di far sparire il suo numero dal vostro telefonino. Vero Luciana?
domenica, giugno 06, 2004
A. è stato da me.
Abbiamo trascorso il fine settimana insieme.
Se credessi nel paradiso penserei che mi è stato mandato da là.
Invece no: lui non è arrivato volando, ma in macchina; non aveva nè ali nè aureole, e nemmeno mi ha mai proposto il caffè Lavazza.
A. è stato qua, nella mia città, a casa mia, ha dormito nel mio letto.
Non aveva le ali, è vero, ma con le sue dita è riuscito a farmi volare, alto.
I suoi baci e la sua pelle mi hanno portato sopra le nuvole.
Questa casa, per poche ore, è stata un paradiso terrestre; senza mele o serpenti.
Oggi siamo stati in barca con un amico.
Non ho mai parlato di questo amico fin'ora, ma devo molto a lui e son felice che ci sia. Le belle persone son rare da trovare. Io (l'ho già scritto) ho stà fortuna: le trovo, le belle persone.
Ci siam conosciuti in chat, qualche mese fa, ci eravamo incontrati per un "gioco" ed ancora continuiamo a frequentarci, da amici. Spero ancora per molto.
Tornando ad A.
Ormai è tornato a casa.
Non so ancora quando potrò rivederlo di nuovo, ma son certo che ci rivedremo.
Io, abituato al "tutto e subito", questa volta non voglio correr più forte di Schumacker.
Per questa volta voglio riuscire a dar tempo al tempo: che faccia esso da burattinaio, da telecomando, da pianeta luna:
Che il burattinaio mi faccia presto ingarbugliare nuovamente nei fili di A. come è successo la notte scorsa.
Che il telecomando possa inviare un segnale di "off" al recente passato di A.
Che il pianeta luna, che ci lega astrologicamente, possa esser per noi un punto di riferimento. Per scegliere le giuste maree.
Abbiamo trascorso il fine settimana insieme.
Se credessi nel paradiso penserei che mi è stato mandato da là.
Invece no: lui non è arrivato volando, ma in macchina; non aveva nè ali nè aureole, e nemmeno mi ha mai proposto il caffè Lavazza.
A. è stato qua, nella mia città, a casa mia, ha dormito nel mio letto.
Non aveva le ali, è vero, ma con le sue dita è riuscito a farmi volare, alto.
I suoi baci e la sua pelle mi hanno portato sopra le nuvole.
Questa casa, per poche ore, è stata un paradiso terrestre; senza mele o serpenti.
Oggi siamo stati in barca con un amico.
Non ho mai parlato di questo amico fin'ora, ma devo molto a lui e son felice che ci sia. Le belle persone son rare da trovare. Io (l'ho già scritto) ho stà fortuna: le trovo, le belle persone.
Ci siam conosciuti in chat, qualche mese fa, ci eravamo incontrati per un "gioco" ed ancora continuiamo a frequentarci, da amici. Spero ancora per molto.
Tornando ad A.
Ormai è tornato a casa.
Non so ancora quando potrò rivederlo di nuovo, ma son certo che ci rivedremo.
Io, abituato al "tutto e subito", questa volta non voglio correr più forte di Schumacker.
Per questa volta voglio riuscire a dar tempo al tempo: che faccia esso da burattinaio, da telecomando, da pianeta luna:
Che il burattinaio mi faccia presto ingarbugliare nuovamente nei fili di A. come è successo la notte scorsa.
Che il telecomando possa inviare un segnale di "off" al recente passato di A.
Che il pianeta luna, che ci lega astrologicamente, possa esser per noi un punto di riferimento. Per scegliere le giuste maree.