lunedì, luglio 26, 2004
Da Storm a Mittler
Vedi, Mittler
ti anticipo subito che ti sto scrivendo questo prima di aver letto fino in
fondo quanto mi dici, e non certo x disinteresse. Però lo leggerò comunque,
dopo aver inviato: il fatto è che non voglio che questa mia appaia come una
risposta.. non che ci sia nulla di male, ma è che.. non lo è, appunto,
poichè è invece il risultato di quanto ho continuato a pensare in questi 2
giorni.
...tacabanda.
Al solito, cercherò di essere diretto; so che così facendo sminuisco un po'
il prodotto, o per meglio dire, quantomeno non gli rendo merito: è un po'
come proporre l'Absolut wodka in una provetta invece che nell'apposito
bicchierino ghiacciato, al posto dell'etichetta metterci la lista degli
ingredienti (...UNO, credo), e invece che pubblicare la loro pubblicità,
buttar giù la mera tabella nutrizionale... quasi trash, vero?
Ma lo smalto & Co. li lascio alle pubbliche relazioni: qui resta il fatto
che 1. a me il grunge/trash piace, e molto, comunque; e che 2. mi lusinga il
pensare che con te io non abbia bisogno di "vendere" nulla.
Toh, per usare un concetto forse a te + familiare e consono, considera
quest'approccio una forma di nudismo interiore... e perchè no, condiscilo
pure quantomeno con un pizzico di non celato compiacimento (se fossimo in
pubblico, direi senz'altro orgoglioso esibizionismo).
Ed eccole, le considerazioni - in generale ed in particolare: non dovrebbero
suonarti nuove, però.
X certi versi io e te siamo (quasi pericolosamente) simili, credo: parlo di
individualismo, etc etc. Conosco il piacere di "dare" disinteressatamente:
ma il mio disinteresse è materiale, non certo assoluto. Sono maledettamente
interessato, invece, al "piacere", appunto.. e quindi riconosco che se e
quando "dò", pur con l'onesta consapevolezza/intento/speranza di giovare
comunque all'altro, io lo faccio xche la cosa dà senz'altro "a me".
Questo mio modo di sentire si applica a tutti quelli che considero miei
amici, evidentemente: ed evidentemente te, Mittler, in testa (che
sciocchezza.. i miei amici non hanno nè testa nè coda, in realtà. Ma si dice
così).
Ma capisci anche che x la stessa natura di questo tipo di rapporto, non si
tratta di una cosa che posso a mio piacimento "variare di intensità" o
comunque filtrare o "regolare". Sì, sono barebacker anche in (e forse
proprio a partire da) questo: tutto o niente, e senza filtro, grazie.
Posso solo, mio malgrado, interromperla - ma evidentemente non certo x una
incomprensione, uno scazzo, o perfino, perchè no, x un umano errore da una
parte o dall'altra: tremo all'idea che qcuno potesse fare altrettanto con me
- capirai se a mia volta potrei mai considerare un simile approccio. Parlo
di "interrompere" solo nei casi in cui ne andasse della sopravvivenza fisica
o psicologica, insomma.
Al tempo stesso, però e per fortuna, sono altrettanto esigente in entrambi i
sensi di marcia: e con "esigente" non intendo dire che "o ottengo/posso dare
ciò che voglio, oppure non se ne parla": insisto, sto parlando di persone
con le quali ho aperto un rapporto di natura tale da non prevedere di essere
normalmente terminabile - e quindi il termine "esigente" x me qui significa
che ho ed offro il privilegio di sentirmi/si furibondo se una cosa mi urta,
come anche beotamente beato se una cosa mi prende bene: e poco conta il
valore intrinseco della "cosa". Non so se mi spiego, ma credo di sì.
Ok. Tu - solo apparentemente - invece no: tranqui, non ti sto chiedendo
implicitamente di dirmi come ti senti dentro, lo sai: dico solo che dietro
il costume (??) di scena godereccio nel senso + lato, "appari" (e non credo
che la cosa sia nè casuale, nè preterintenzionale) uno degli uomini +
controllati, misurati, blindati, senz'altro controversi che io abbia mai
avuto modo di conoscere. "Appari", e di certo lo sei, ANCHE. Se preferisci,
se non ci fosse quell' "ANCHE", saresti esattamente il tipo di persona che
cordialmente evito alla grande, insomma.
Ciononostante, si dà il caso che io stia ora rivolgendomi proprio a te (NB:
non certo a quella tua immagine, o quantomeno non primariamente ad essa), e
non certo tanto per far passare il tempo. E non mi reputo nè scemo nè
masochista: ci sarà un motivo, immagino.
Mittler, molto onestamente: il fatto che ci siam conosciuti dipende dal
fatto che me l'hai preso in bocca poco + di un anno fa. Il fatto che mi sei
molto interessato dipende dalla tua faccia, dal tuo cazzo e dal tuo culo: e
credo che questo possa dirlo la stragrande maggioranza di chi ti ha
conosciuto.
Pur con i miei notevoli limiti nella gestione della mia vita
sentimental/sessuale, lo sai, a suo tempo sono andato anche oltre il mero
interesse fisico nei tuoi confronti: e, probabilmente anche con la tua
complicità, ho saputo/voluto/dovuto lasciar cadere la cosa.
In altre parole, il "belfigo" (pur restando tale, ovvio) ha fatto il suo
effetto, pur validissimo, ma x sua natura effimero; il "tenebroso" Mittler
ci ha messo di suo - e non è certo andato a vuoto nemmeno lui; il non certo
candido Storm ha sguazzato alla grande - ma onestamente - in tutto ciò, pur
non rientrando "tutto ciò" nella sua scena abituale e preferenziale.
Tuttavia non so perchè, tu mi hai voluto dare accesso anche al tuo lato meno
glamour - e finalmente umano: insisto - con tutte le tue legittime
schermature.. e meno male, devo dire... di gente che si attacca al volo x
avere il confessore di turno ne ho che basta intorno.
Cazzo, sarà anche vero che non me l'hai messo in culo :) - ma tu "mi hai
messo in mano" la tua popo' di facciata, con complementi di arredo
"ufficiali", e pure il tuo meno allettante retrobottega, senza peraltro
scaraventarmelo addosso, ma semplicemente indicandomene presenza ed
indicazioni di percorso. E sottolineo: "proprio tu".
E visto e considerato che comunque in primis quanto prospetti mi sta bene -
ti pare solo pensabile che proprio io potrei declinare l'offerta - sia in sè
e per sè, sia x i modi in cui è avvenuta???
O che - e qui torno a quanto dicevo prima - x una qualsiasi "gravissima
banalità", mi potrei ritrarre ferito e scandalizzato, appellandomi al
"soddisfatto o rimborsato"? Davvero, a me non pare.
Certo, Mittler: tu hai/io ho - noi abbiamo il potere di ferirci, anche:
abbiamo abbassato degli scudi reciprocamente, e la cosa mi pare non solo
verisimile, ma, visto che siamo umani, credo inevitabile.
.. e allora, e con ciò? Parlo per me: ma credimi, non lo considero nemmeno
un "prezzo da pagare" - ma semplicemente uno degli aspetti della nostra
bizzarra (ma x me davvero bella!) "convivenza". Non un male inevitabile,
quindi, ma proprio non un "male": certo non la cosa + piacevole che possa
accaderci, ma vivaddio.. ci vuole ben altro, per parlare di "problemi" o di
"male". E diononvoglia per metterla in termini di "scuse" o simili.
E, NB, fin qui mi son predo il lusso di parlare soprattutto di te: ma non
certo x nascondere me ed i miei lati meno nobili, ma proprio perchè mi
premeva comunicarti come io vedo te - e come ti vivo.
Se vuoi, considera pure questo mio sproloquio una risposta alla tua domanda
dell'altra sera sul "perchè ti voglio bene" - e già che ci siamo,
considerala anche come la mia personale spiegazione del tuo apparente
mistero del "come sei fortunato, tu, 'così sciocchino', a trovare gente
tanto 'intelligente' intorno a te" (ovvio che sto citando le tue parole, non
quel che penso io, evidentemente).
Ergo & concludendo: che ci scazziamo o no, fintanto che lo scazzo non
diventa lo scopo, a me la cosa non mi sposta. Se mi scazzo, mi incazzo, e
poi scendo dal cazzo, e non cambia nulla - e davvero ho bisogno di credere
che altrettanto faccia tu. Se preferisci, te la metto in positivo: se mi
entusiamo, mi monto, e poi scendo a terra lo stesso.. senza che questo
atterraggio sia per me una delusione o significhi un senso di perdita.
Partenze, decolli, voli di crociera, picchiate, cabrate, impennate,
atterraggi, soste carburante e ripartenze fan parte del viaggio, tanto
quanto la meta od il panorama: ed io intendo gustarmelo tutto, il mio
viaggio.
Il resto son dettagli: possiamo parlarne a voce, se credi, o anche tacerne -
davvero poco m'importa.
Buon pranzo, Storm
ti anticipo subito che ti sto scrivendo questo prima di aver letto fino in
fondo quanto mi dici, e non certo x disinteresse. Però lo leggerò comunque,
dopo aver inviato: il fatto è che non voglio che questa mia appaia come una
risposta.. non che ci sia nulla di male, ma è che.. non lo è, appunto,
poichè è invece il risultato di quanto ho continuato a pensare in questi 2
giorni.
...tacabanda.
Al solito, cercherò di essere diretto; so che così facendo sminuisco un po'
il prodotto, o per meglio dire, quantomeno non gli rendo merito: è un po'
come proporre l'Absolut wodka in una provetta invece che nell'apposito
bicchierino ghiacciato, al posto dell'etichetta metterci la lista degli
ingredienti (...UNO, credo), e invece che pubblicare la loro pubblicità,
buttar giù la mera tabella nutrizionale... quasi trash, vero?
Ma lo smalto & Co. li lascio alle pubbliche relazioni: qui resta il fatto
che 1. a me il grunge/trash piace, e molto, comunque; e che 2. mi lusinga il
pensare che con te io non abbia bisogno di "vendere" nulla.
Toh, per usare un concetto forse a te + familiare e consono, considera
quest'approccio una forma di nudismo interiore... e perchè no, condiscilo
pure quantomeno con un pizzico di non celato compiacimento (se fossimo in
pubblico, direi senz'altro orgoglioso esibizionismo).
Ed eccole, le considerazioni - in generale ed in particolare: non dovrebbero
suonarti nuove, però.
X certi versi io e te siamo (quasi pericolosamente) simili, credo: parlo di
individualismo, etc etc. Conosco il piacere di "dare" disinteressatamente:
ma il mio disinteresse è materiale, non certo assoluto. Sono maledettamente
interessato, invece, al "piacere", appunto.. e quindi riconosco che se e
quando "dò", pur con l'onesta consapevolezza/intento/speranza di giovare
comunque all'altro, io lo faccio xche la cosa dà senz'altro "a me".
Questo mio modo di sentire si applica a tutti quelli che considero miei
amici, evidentemente: ed evidentemente te, Mittler, in testa (che
sciocchezza.. i miei amici non hanno nè testa nè coda, in realtà. Ma si dice
così).
Ma capisci anche che x la stessa natura di questo tipo di rapporto, non si
tratta di una cosa che posso a mio piacimento "variare di intensità" o
comunque filtrare o "regolare". Sì, sono barebacker anche in (e forse
proprio a partire da) questo: tutto o niente, e senza filtro, grazie.
Posso solo, mio malgrado, interromperla - ma evidentemente non certo x una
incomprensione, uno scazzo, o perfino, perchè no, x un umano errore da una
parte o dall'altra: tremo all'idea che qcuno potesse fare altrettanto con me
- capirai se a mia volta potrei mai considerare un simile approccio. Parlo
di "interrompere" solo nei casi in cui ne andasse della sopravvivenza fisica
o psicologica, insomma.
Al tempo stesso, però e per fortuna, sono altrettanto esigente in entrambi i
sensi di marcia: e con "esigente" non intendo dire che "o ottengo/posso dare
ciò che voglio, oppure non se ne parla": insisto, sto parlando di persone
con le quali ho aperto un rapporto di natura tale da non prevedere di essere
normalmente terminabile - e quindi il termine "esigente" x me qui significa
che ho ed offro il privilegio di sentirmi/si furibondo se una cosa mi urta,
come anche beotamente beato se una cosa mi prende bene: e poco conta il
valore intrinseco della "cosa". Non so se mi spiego, ma credo di sì.
Ok. Tu - solo apparentemente - invece no: tranqui, non ti sto chiedendo
implicitamente di dirmi come ti senti dentro, lo sai: dico solo che dietro
il costume (??) di scena godereccio nel senso + lato, "appari" (e non credo
che la cosa sia nè casuale, nè preterintenzionale) uno degli uomini +
controllati, misurati, blindati, senz'altro controversi che io abbia mai
avuto modo di conoscere. "Appari", e di certo lo sei, ANCHE. Se preferisci,
se non ci fosse quell' "ANCHE", saresti esattamente il tipo di persona che
cordialmente evito alla grande, insomma.
Ciononostante, si dà il caso che io stia ora rivolgendomi proprio a te (NB:
non certo a quella tua immagine, o quantomeno non primariamente ad essa), e
non certo tanto per far passare il tempo. E non mi reputo nè scemo nè
masochista: ci sarà un motivo, immagino.
Mittler, molto onestamente: il fatto che ci siam conosciuti dipende dal
fatto che me l'hai preso in bocca poco + di un anno fa. Il fatto che mi sei
molto interessato dipende dalla tua faccia, dal tuo cazzo e dal tuo culo: e
credo che questo possa dirlo la stragrande maggioranza di chi ti ha
conosciuto.
Pur con i miei notevoli limiti nella gestione della mia vita
sentimental/sessuale, lo sai, a suo tempo sono andato anche oltre il mero
interesse fisico nei tuoi confronti: e, probabilmente anche con la tua
complicità, ho saputo/voluto/dovuto lasciar cadere la cosa.
In altre parole, il "belfigo" (pur restando tale, ovvio) ha fatto il suo
effetto, pur validissimo, ma x sua natura effimero; il "tenebroso" Mittler
ci ha messo di suo - e non è certo andato a vuoto nemmeno lui; il non certo
candido Storm ha sguazzato alla grande - ma onestamente - in tutto ciò, pur
non rientrando "tutto ciò" nella sua scena abituale e preferenziale.
Tuttavia non so perchè, tu mi hai voluto dare accesso anche al tuo lato meno
glamour - e finalmente umano: insisto - con tutte le tue legittime
schermature.. e meno male, devo dire... di gente che si attacca al volo x
avere il confessore di turno ne ho che basta intorno.
Cazzo, sarà anche vero che non me l'hai messo in culo :) - ma tu "mi hai
messo in mano" la tua popo' di facciata, con complementi di arredo
"ufficiali", e pure il tuo meno allettante retrobottega, senza peraltro
scaraventarmelo addosso, ma semplicemente indicandomene presenza ed
indicazioni di percorso. E sottolineo: "proprio tu".
E visto e considerato che comunque in primis quanto prospetti mi sta bene -
ti pare solo pensabile che proprio io potrei declinare l'offerta - sia in sè
e per sè, sia x i modi in cui è avvenuta???
O che - e qui torno a quanto dicevo prima - x una qualsiasi "gravissima
banalità", mi potrei ritrarre ferito e scandalizzato, appellandomi al
"soddisfatto o rimborsato"? Davvero, a me non pare.
Certo, Mittler: tu hai/io ho - noi abbiamo il potere di ferirci, anche:
abbiamo abbassato degli scudi reciprocamente, e la cosa mi pare non solo
verisimile, ma, visto che siamo umani, credo inevitabile.
.. e allora, e con ciò? Parlo per me: ma credimi, non lo considero nemmeno
un "prezzo da pagare" - ma semplicemente uno degli aspetti della nostra
bizzarra (ma x me davvero bella!) "convivenza". Non un male inevitabile,
quindi, ma proprio non un "male": certo non la cosa + piacevole che possa
accaderci, ma vivaddio.. ci vuole ben altro, per parlare di "problemi" o di
"male". E diononvoglia per metterla in termini di "scuse" o simili.
E, NB, fin qui mi son predo il lusso di parlare soprattutto di te: ma non
certo x nascondere me ed i miei lati meno nobili, ma proprio perchè mi
premeva comunicarti come io vedo te - e come ti vivo.
Se vuoi, considera pure questo mio sproloquio una risposta alla tua domanda
dell'altra sera sul "perchè ti voglio bene" - e già che ci siamo,
considerala anche come la mia personale spiegazione del tuo apparente
mistero del "come sei fortunato, tu, 'così sciocchino', a trovare gente
tanto 'intelligente' intorno a te" (ovvio che sto citando le tue parole, non
quel che penso io, evidentemente).
Ergo & concludendo: che ci scazziamo o no, fintanto che lo scazzo non
diventa lo scopo, a me la cosa non mi sposta. Se mi scazzo, mi incazzo, e
poi scendo dal cazzo, e non cambia nulla - e davvero ho bisogno di credere
che altrettanto faccia tu. Se preferisci, te la metto in positivo: se mi
entusiamo, mi monto, e poi scendo a terra lo stesso.. senza che questo
atterraggio sia per me una delusione o significhi un senso di perdita.
Partenze, decolli, voli di crociera, picchiate, cabrate, impennate,
atterraggi, soste carburante e ripartenze fan parte del viaggio, tanto
quanto la meta od il panorama: ed io intendo gustarmelo tutto, il mio
viaggio.
Il resto son dettagli: possiamo parlarne a voce, se credi, o anche tacerne -
davvero poco m'importa.
Buon pranzo, Storm
domenica, luglio 25, 2004
Da Mittler a Storm
Storm, amico mio,
forse non sono sempre in grado di manifestare i miei sentimenti. Mi conosci
abbastanza ormai e sai che a volte nascondo stupidamente le emozioni che ho
dentro. Probabilmente non son mai riuscito a farti capire il bene che ti voglio
e quanto tu sia diventato importante per me (anche se non ho potuto darti tutto
quello che avresti voluto). Spero di riuscire a farlo nelle righe che sto per
buttar giù.
Avrei preferito chiamarti e dirti queste cose a voce, ma temo un tuo rifiuto. Ti prego
perciò di leggere questa mia lettera fino alla fine, anche se sarà l'ultimo
favore che deciderai di concedermi.
Ho chiesto spesso il tuo aiuto e ogni volta che l'ho fatto sei sempre accorso.
Non ho certo dimenticato quanto sei stato vicino, sia a me che al mio coinquilino, quel giorno. E come potrei dimenticare quella sera che mi
raggiungesti da Milano solo per ascoltare le mie stupide paturnie sentimentali?
Tutte le altre volte che ti ho interpellato, anche per le richieste più
sciocche, non ti sei mai negato a me.
Ah se potessi tornare indietro di un giorno! Per non parlarti al cellulare di
"epidemie" e naked parties, bensì augurarti una bella serata con i tuoi amici
americani. Ma ormai dalla mia bocca sono uscite quelle parole, insieme a tutte
le frasi che hanno causato il tuo risentimento.
Non ti stavo attaccando, Storm, credimi, ero solo deluso.
Non è vittimismo, ma dopo che l'amico russo ci aveva fatto saltare il programma di
venerdì, avevo visto sfumare anche la prospettiva di una bella serata.
Oltretutto con la convinzione di esser dalla parte della ragione.
Che io avessi ragione o no, mi importa poco. Io non avevo nessun diritto di
chiederti di abbandonare i tuoi amici in visita in Italia. Per te e per loro
era (e spero lo sia stato) un evento speciale. E invece cosa mi son permesso
egoisticamente di fare? Insistere di "portare" me ad una festa che...chissà
quante altre ce ne saranno. Mi son comportato da vero egoista e per questo ti
imploro di perdonarmi.
Ho capito oggi, leggendo la tua e-mail dove mi chiedevi le foto per Bruno che
il mio errore era stato molto più grosso di come già l'avevo considerato. La
freddezza con cui mi hai scritto mi ha spaventato, ho sentito gli occhi
inumidirsi, stavo per telefonarti, ma come ti ho detto sopra temevo che tu ti
negassi a me. E il tuo silenzio mi avrebbe fatto star peggio.
Ieri sera sono stato allo Sky. Ho passato una bella nottata, che dal punto
di vista umano non sarebbe paragonabile ad un festino nudo del Romeo's o di
qualsiasi altro posto: ero con i miei amici, che non vedevo da tempo, e stavo bene. Non rimpiango perciò
quello che posso essermi perso al naked, ma non vorrei rimpiagere di aver perso
te.
Probabilmente quando terminerò di scrivere sarai già uscito di casa e leggerai
questa mia lettera solo domani. Aspetto il domani, con la speranza che il mio
telefono suoni e di sentire ancora la tua voce. Ho un gran rispetto per la
persona che sei e per la tua intelligenza. Confido che tu mi capisca.
Ti prego di pensare prima di decidere per l'indifferenza.
Tuo Mittler
forse non sono sempre in grado di manifestare i miei sentimenti. Mi conosci
abbastanza ormai e sai che a volte nascondo stupidamente le emozioni che ho
dentro. Probabilmente non son mai riuscito a farti capire il bene che ti voglio
e quanto tu sia diventato importante per me (anche se non ho potuto darti tutto
quello che avresti voluto). Spero di riuscire a farlo nelle righe che sto per
buttar giù.
Avrei preferito chiamarti e dirti queste cose a voce, ma temo un tuo rifiuto. Ti prego
perciò di leggere questa mia lettera fino alla fine, anche se sarà l'ultimo
favore che deciderai di concedermi.
Ho chiesto spesso il tuo aiuto e ogni volta che l'ho fatto sei sempre accorso.
Non ho certo dimenticato quanto sei stato vicino, sia a me che al mio coinquilino, quel giorno. E come potrei dimenticare quella sera che mi
raggiungesti da Milano solo per ascoltare le mie stupide paturnie sentimentali?
Tutte le altre volte che ti ho interpellato, anche per le richieste più
sciocche, non ti sei mai negato a me.
Ah se potessi tornare indietro di un giorno! Per non parlarti al cellulare di
"epidemie" e naked parties, bensì augurarti una bella serata con i tuoi amici
americani. Ma ormai dalla mia bocca sono uscite quelle parole, insieme a tutte
le frasi che hanno causato il tuo risentimento.
Non ti stavo attaccando, Storm, credimi, ero solo deluso.
Non è vittimismo, ma dopo che l'amico russo ci aveva fatto saltare il programma di
venerdì, avevo visto sfumare anche la prospettiva di una bella serata.
Oltretutto con la convinzione di esser dalla parte della ragione.
Che io avessi ragione o no, mi importa poco. Io non avevo nessun diritto di
chiederti di abbandonare i tuoi amici in visita in Italia. Per te e per loro
era (e spero lo sia stato) un evento speciale. E invece cosa mi son permesso
egoisticamente di fare? Insistere di "portare" me ad una festa che...chissà
quante altre ce ne saranno. Mi son comportato da vero egoista e per questo ti
imploro di perdonarmi.
Ho capito oggi, leggendo la tua e-mail dove mi chiedevi le foto per Bruno che
il mio errore era stato molto più grosso di come già l'avevo considerato. La
freddezza con cui mi hai scritto mi ha spaventato, ho sentito gli occhi
inumidirsi, stavo per telefonarti, ma come ti ho detto sopra temevo che tu ti
negassi a me. E il tuo silenzio mi avrebbe fatto star peggio.
Ieri sera sono stato allo Sky. Ho passato una bella nottata, che dal punto
di vista umano non sarebbe paragonabile ad un festino nudo del Romeo's o di
qualsiasi altro posto: ero con i miei amici, che non vedevo da tempo, e stavo bene. Non rimpiango perciò
quello che posso essermi perso al naked, ma non vorrei rimpiagere di aver perso
te.
Probabilmente quando terminerò di scrivere sarai già uscito di casa e leggerai
questa mia lettera solo domani. Aspetto il domani, con la speranza che il mio
telefono suoni e di sentire ancora la tua voce. Ho un gran rispetto per la
persona che sei e per la tua intelligenza. Confido che tu mi capisca.
Ti prego di pensare prima di decidere per l'indifferenza.
Tuo Mittler
giovedì, luglio 01, 2004
Sono le 8,20 ed ancora non partiamo.
Siamo in attesa di salpare ormai da venti minuti. Giorgio, silenzioso accanto a me, legge il suo libro.
Siamo sul catamarano che dalle coste croate ci riporterà questa mattina in Italia, dopo sei giorni di vacanza trascorsi insieme. Sei giornate che se ne sono letteralmente volate via.
Fuori il tempo è bello e, nonostante la giornata sia solo agli inizi, fà già caldo. Un peccato andarsene. E non solo per il tempo...
Ho il naso spelacchiato ed il viso eccessivamente abbronzato. Meteorologicamente ci è andata bene: salvo una mattinata di tempo incerto le nostre fronti hanno potuto godere dei baci del sole per tutto il resto della vacanza. Le fronti, come le spalle e tutte le rimanenti parti del corpo...Tutte. Tutte tutte.
Mentre la barca lascia finalmente il porto, dall'oblò guardiamo malinconicamente Rovigno che si allontana. Scorgiamo il suggestivo Bar Valentino, con la scalinata in roccia naturale che dall'alto scivola direttamente nel mare. Niente sedie, ma cuscini, appoggiati direttamente sulla parete di sasso. Ci si andava di sera, a prendere il "caffè dell'amore": caffè corretto con amaretto, panna, cacao. Delizioso.
Il Valentino ci era stato raccomandato da Maurizio, un carissimo ragazzo bergamasco conosciuto in spiaggia e con cui abbiam trascorso parte della nostra vacanza.
La barca aumenta di velocità. Ormai il porto è scomparso alle nostre spalle. In lontananza, sulla costa alla nostra destra, riusciamo ad individuare l'azzurro scivolo elicoidale del villaggio/camping dove abbiamo soggiornato. Poco più in giù si riesce a vedere la spiaggia. Che nostalgia! Ci siam trovati davvero benissimo nella semplicità di quella struttura. In due occupavamo un bungalow da cinque persone nemmeno molto lontano dal mare. Ma l'elemento che conta è che si tratta di un camping naturista, e, cosa non meno importante, c'è anche una spiaggia gay, con retrostante macchia mediterranea (il "boschetto per imboscate", tanto per capirci).
Il fattore naturismo è stato la componente fondamentale del mio benessere in quel luogo. Resto sempre piacevolmente affascinato nel vedere come in questi villaggi, uomini e donne di ogni età, vivono bene il rapporto con la nudità del loro corpo. Si va in bicicletta, si praticano sport, si scende al mare o in piscina senza dover indossare il costume. Ed è bello vedere con quanta naturalezza avviene tutto ciò. Anch'io mi sento più a mio agio in costume adamitico che con i vestiti addosso, pur non ritenendomi un naturista, ma un nudista. La differenza è che io unisco al piacere dello star nudo anche un senso esibizionistico nonchè voyeuristico. Già, sebbene scorretto, a volte mi sarebbe venuta voglia di autostimolare l'erezione ed esibirla ai presenti. Non me ne vergognerei affatto, anzi mi sentirei gratificato nel gironzolare col pisello duro ben in vista, ma rispettando lo spirito del luogo ho limitato le erezioni alle passeggiate nel boschetto.
Dall'oblò ormai non si vede che mare e cielo. L'altoparlante, da ormai parecchi minuti, sta diffondendo la tediosa ed invadente voce di uno speaker che informa in tutte le lingue del sistema solare i turisti diretti in Italia per un'escursione.
Giorgio sembra dormire. Non so come faccia con questo tormento nelle orecchie. Due cuginette italiane hanno fatto amicizia con un bimbetto inglese, bello come il suo papà. Si uniscono a loro due ragazzine russe. Corrono schiamazzando per i corridoi della barca. Ogni tanto una delle due mocciose italiane dà uno schiaffotto al pupo inglese. Lui ride.
Non ho voglia di tornare. Un'altra settimana me la sarei fatta molto volentieri. La compagnia di Giorgio e Maurizio era piacevole; me ne potevo stare con l'uccello al vento 24 ore su 24; mangiavo bene, soprattutto pesce (...se non ho ancora cominciato il processo di mutazione da Mittler a calamaro poco ci manca); spendevamo poco; le possibilità di praticare l"ornitologia" non mancavano... Cosa chiedere di più?
Adesso dovrò tornare a lucidare tutti i giorni le scarpe da lavoro, radermi regolarmente, ricordarmi l'abbonamento dei mezzi pubblici, badare che il frigorifero non resti troppo vuoto, fare la lavatrice, stirarmi le camicie... è il tran tran.
Comincio ad intravedere in lontananza il litorale italiano. C'è un po' di foschia, dovuta probabilmente all'umidità e al calore. Poche decine di minuti e sbarcheremo.
Realizzo che una volta arrivati dovrò salutare il mio compagno e presagisco che la separazione mi immalinconirà ulteriormente.
Arriva un sms di Storm: un improvviso appuntamento di lavoro gli impedisce di accompagnare Giorgio all'aeroporto. Son cose che accadono. Nel tran tran.
Siamo in attesa di salpare ormai da venti minuti. Giorgio, silenzioso accanto a me, legge il suo libro.
Siamo sul catamarano che dalle coste croate ci riporterà questa mattina in Italia, dopo sei giorni di vacanza trascorsi insieme. Sei giornate che se ne sono letteralmente volate via.
Fuori il tempo è bello e, nonostante la giornata sia solo agli inizi, fà già caldo. Un peccato andarsene. E non solo per il tempo...
Ho il naso spelacchiato ed il viso eccessivamente abbronzato. Meteorologicamente ci è andata bene: salvo una mattinata di tempo incerto le nostre fronti hanno potuto godere dei baci del sole per tutto il resto della vacanza. Le fronti, come le spalle e tutte le rimanenti parti del corpo...Tutte. Tutte tutte.
Mentre la barca lascia finalmente il porto, dall'oblò guardiamo malinconicamente Rovigno che si allontana. Scorgiamo il suggestivo Bar Valentino, con la scalinata in roccia naturale che dall'alto scivola direttamente nel mare. Niente sedie, ma cuscini, appoggiati direttamente sulla parete di sasso. Ci si andava di sera, a prendere il "caffè dell'amore": caffè corretto con amaretto, panna, cacao. Delizioso.
Il Valentino ci era stato raccomandato da Maurizio, un carissimo ragazzo bergamasco conosciuto in spiaggia e con cui abbiam trascorso parte della nostra vacanza.
La barca aumenta di velocità. Ormai il porto è scomparso alle nostre spalle. In lontananza, sulla costa alla nostra destra, riusciamo ad individuare l'azzurro scivolo elicoidale del villaggio/camping dove abbiamo soggiornato. Poco più in giù si riesce a vedere la spiaggia. Che nostalgia! Ci siam trovati davvero benissimo nella semplicità di quella struttura. In due occupavamo un bungalow da cinque persone nemmeno molto lontano dal mare. Ma l'elemento che conta è che si tratta di un camping naturista, e, cosa non meno importante, c'è anche una spiaggia gay, con retrostante macchia mediterranea (il "boschetto per imboscate", tanto per capirci).
Il fattore naturismo è stato la componente fondamentale del mio benessere in quel luogo. Resto sempre piacevolmente affascinato nel vedere come in questi villaggi, uomini e donne di ogni età, vivono bene il rapporto con la nudità del loro corpo. Si va in bicicletta, si praticano sport, si scende al mare o in piscina senza dover indossare il costume. Ed è bello vedere con quanta naturalezza avviene tutto ciò. Anch'io mi sento più a mio agio in costume adamitico che con i vestiti addosso, pur non ritenendomi un naturista, ma un nudista. La differenza è che io unisco al piacere dello star nudo anche un senso esibizionistico nonchè voyeuristico. Già, sebbene scorretto, a volte mi sarebbe venuta voglia di autostimolare l'erezione ed esibirla ai presenti. Non me ne vergognerei affatto, anzi mi sentirei gratificato nel gironzolare col pisello duro ben in vista, ma rispettando lo spirito del luogo ho limitato le erezioni alle passeggiate nel boschetto.
Dall'oblò ormai non si vede che mare e cielo. L'altoparlante, da ormai parecchi minuti, sta diffondendo la tediosa ed invadente voce di uno speaker che informa in tutte le lingue del sistema solare i turisti diretti in Italia per un'escursione.
Giorgio sembra dormire. Non so come faccia con questo tormento nelle orecchie. Due cuginette italiane hanno fatto amicizia con un bimbetto inglese, bello come il suo papà. Si uniscono a loro due ragazzine russe. Corrono schiamazzando per i corridoi della barca. Ogni tanto una delle due mocciose italiane dà uno schiaffotto al pupo inglese. Lui ride.
Non ho voglia di tornare. Un'altra settimana me la sarei fatta molto volentieri. La compagnia di Giorgio e Maurizio era piacevole; me ne potevo stare con l'uccello al vento 24 ore su 24; mangiavo bene, soprattutto pesce (...se non ho ancora cominciato il processo di mutazione da Mittler a calamaro poco ci manca); spendevamo poco; le possibilità di praticare l"ornitologia" non mancavano... Cosa chiedere di più?
Adesso dovrò tornare a lucidare tutti i giorni le scarpe da lavoro, radermi regolarmente, ricordarmi l'abbonamento dei mezzi pubblici, badare che il frigorifero non resti troppo vuoto, fare la lavatrice, stirarmi le camicie... è il tran tran.
Comincio ad intravedere in lontananza il litorale italiano. C'è un po' di foschia, dovuta probabilmente all'umidità e al calore. Poche decine di minuti e sbarcheremo.
Realizzo che una volta arrivati dovrò salutare il mio compagno e presagisco che la separazione mi immalinconirà ulteriormente.
Arriva un sms di Storm: un improvviso appuntamento di lavoro gli impedisce di accompagnare Giorgio all'aeroporto. Son cose che accadono. Nel tran tran.