domenica, dicembre 31, 2006
Mio papà non abita lontano. Potrebbe vivere, approssimando, a circa ottanta-cento chilometri da qui.
Con lui non mi vedo mai.
Non c'è del rancore, sia chiaro, e nemmeno vogliamo ignorarci. Funziona così, e basta.
Fino a qualche anno fa, una volta ogni 6 mesi circa, passava a trovarmi qui a casa; ultimamente credo che faccia fatica ad affrontare la strada in macchina e così non è più venuto a portarmi il vino fatto da lui, o la lepre cotta alla sua maniera, che è squisita.
L'ultima volta che l'ho visto credo fosse l'inverno 2002/2003.
Era rimasta però la tradizione di sentirci in due occasioni: per il mio compleanno e a Natale. Ha sempre chiamato lui.
Perciò, anche il 25 dicembre da poco trascorso aspettavo la sua telefonata.
Quest'anno però, papà non si è fatto sentire.
Mi ero riproposto di chiamarlo io, il giorno seguente, ma mi sono dimenticato.
E' il 31 dicembre ormai. Puntualmente, ogni mattina dal giorno di S.Stefano mi sono ripromesso di chiamarlo all'ora di cena. Ma poi puntualmente mi sono dimenticato di farlo.
Mi chiedo perchè sono così arido. E penso a me.
Credo di non essere (mai stato) sufficientemente pronto alle persone che si attaccano a me. O ad affezionarmi, io, agli altri.
Ci sarebbe un lungo elenco di nomi che potrei trascrivere qua. Amici, parenti, relazioni sentimentali. Tutti coloro che nella mia vita ho fatto in modo di perdere per strada, facendomi odiare, piuttosto che ignorandoli o mutando il mio atteggiamento nei loro confronti. Gli "afesionados".
La cosa antipatica è che sono conscio di questo mio irregolare, pocorispettoso aspetto. E nulla ho mai fatto e sto facendo, per correggerlo, o quantomeno ritoccarlo.
Questa notte, non molti minuti fa, ad un certo punto ho sentito amplificarsi il desiderio di restare da solo. E me ne sono tornato a casa da una festa.
Mi sono messo a vedere un film che avevo scaricato da diverse settimane, ma che avevo guardato solo per metà.
Ad un certo punto il protagonista chiede alla moglie, che sta andare a Berlino per qualche giorno di lavoro, di mandargli una cartolina.
E mi è venuta in mente l'ultima cartolina (cartacea, di quelle che si usavano una volta, fatte di side A, riportante l'immagine del loco e di side b, compilata dal mittente + indirizzo del destinatario). Risale alla fine estate di questo ormai malridotto e cadente 2006.
Il lato "a" mostra una spiaggia di Formentera, con annesso limpido mare blu.
L'ho già scritto: se ripenso alla passata estate, beatamente sorrido. Me la sono passata bene.
E' passato ormai anche l'autunno, e nel frattempo qualche evento ha modificato la mia esistenza.
E' inverno, ormai, e fa freddo. Inesorabilmente le stagioni non smettono il loro vicendevole susseguirsi. E anche noi esseri umani dobbiamo periodicamente adattarci alle mutazioni climatiche. E non solo.
Ho qui, di fronte a me quella cartolina mandatami da Formentera, firmata da un "mio" John Travolta della padania.
E forse a causa di un whisky e di quelle due vodke consumate poco fa, complice l'alcool che amplia i sentimenti e che accresce l'emotività.... inumidisco la mia aridità con un paio di lacrime che stanno lentamente riempiendo i miei occhi.
Oggi pomeriggio al lavoro, ho pure riascoltato la colonna sonora di un musical. L'ultimo visto a Milano. Quella cazzo di straordinaria città che periodicamente mi richiama a sè.
Piccolo!
Credo di essere affezionato in un modo specialea chi sai.
Prendila come una fase, come uno stato d'animo, come una sfiga per te!
Ne abbiam parlato a lungo, prima della fine di ottobre, di questa eventualità. Non volevo... ma è andata così
E comunque se non fosse stato ieri, sarebbe accaduto domani.
Non ho la capacità, la voglia e tutto il resto dei crismi che servono per dire a qualcuno "ti amo". Tu lo dicesti a me, però. E non cancellerò mai dalla mia memoria la tua onestà!
Non muterò il mio atteggiamento nei tuoi confronti.
Per il tuo bene, però non risponderò ad eventuali chiamate al telefono e non ti sbloccherò, ma...
...tempo al tempo.
Secondo me son parole buttate al mondo virtuale, quelle che ti sto scrivendo, perchè son certo che nemmeno leggi più il mio blog (e faresti solo bene, se così fosse).
Un giorno ti chiamerò. Deciderai tu se rispondere, ma giuro sulle mie dita che lo farò!
Perchè sei stato speciale. Non ho altri aggettivi per definirti. Se non che sei un grande!
P.S: son certo che il 2007 sarà un grande anno per te, C!
Con lui non mi vedo mai.
Non c'è del rancore, sia chiaro, e nemmeno vogliamo ignorarci. Funziona così, e basta.
Fino a qualche anno fa, una volta ogni 6 mesi circa, passava a trovarmi qui a casa; ultimamente credo che faccia fatica ad affrontare la strada in macchina e così non è più venuto a portarmi il vino fatto da lui, o la lepre cotta alla sua maniera, che è squisita.
L'ultima volta che l'ho visto credo fosse l'inverno 2002/2003.
Era rimasta però la tradizione di sentirci in due occasioni: per il mio compleanno e a Natale. Ha sempre chiamato lui.
Perciò, anche il 25 dicembre da poco trascorso aspettavo la sua telefonata.
Quest'anno però, papà non si è fatto sentire.
Mi ero riproposto di chiamarlo io, il giorno seguente, ma mi sono dimenticato.
E' il 31 dicembre ormai. Puntualmente, ogni mattina dal giorno di S.Stefano mi sono ripromesso di chiamarlo all'ora di cena. Ma poi puntualmente mi sono dimenticato di farlo.
Mi chiedo perchè sono così arido. E penso a me.
Credo di non essere (mai stato) sufficientemente pronto alle persone che si attaccano a me. O ad affezionarmi, io, agli altri.
Ci sarebbe un lungo elenco di nomi che potrei trascrivere qua. Amici, parenti, relazioni sentimentali. Tutti coloro che nella mia vita ho fatto in modo di perdere per strada, facendomi odiare, piuttosto che ignorandoli o mutando il mio atteggiamento nei loro confronti. Gli "afesionados".
La cosa antipatica è che sono conscio di questo mio irregolare, pocorispettoso aspetto. E nulla ho mai fatto e sto facendo, per correggerlo, o quantomeno ritoccarlo.
Questa notte, non molti minuti fa, ad un certo punto ho sentito amplificarsi il desiderio di restare da solo. E me ne sono tornato a casa da una festa.
Mi sono messo a vedere un film che avevo scaricato da diverse settimane, ma che avevo guardato solo per metà.
Ad un certo punto il protagonista chiede alla moglie, che sta andare a Berlino per qualche giorno di lavoro, di mandargli una cartolina.
E mi è venuta in mente l'ultima cartolina (cartacea, di quelle che si usavano una volta, fatte di side A, riportante l'immagine del loco e di side b, compilata dal mittente + indirizzo del destinatario). Risale alla fine estate di questo ormai malridotto e cadente 2006.
Il lato "a" mostra una spiaggia di Formentera, con annesso limpido mare blu.
L'ho già scritto: se ripenso alla passata estate, beatamente sorrido. Me la sono passata bene.
E' passato ormai anche l'autunno, e nel frattempo qualche evento ha modificato la mia esistenza.
E' inverno, ormai, e fa freddo. Inesorabilmente le stagioni non smettono il loro vicendevole susseguirsi. E anche noi esseri umani dobbiamo periodicamente adattarci alle mutazioni climatiche. E non solo.
Ho qui, di fronte a me quella cartolina mandatami da Formentera, firmata da un "mio" John Travolta della padania.
E forse a causa di un whisky e di quelle due vodke consumate poco fa, complice l'alcool che amplia i sentimenti e che accresce l'emotività.... inumidisco la mia aridità con un paio di lacrime che stanno lentamente riempiendo i miei occhi.
Oggi pomeriggio al lavoro, ho pure riascoltato la colonna sonora di un musical. L'ultimo visto a Milano. Quella cazzo di straordinaria città che periodicamente mi richiama a sè.
Piccolo!
Credo di essere affezionato in un modo specialea chi sai.
Prendila come una fase, come uno stato d'animo, come una sfiga per te!
Ne abbiam parlato a lungo, prima della fine di ottobre, di questa eventualità. Non volevo... ma è andata così
E comunque se non fosse stato ieri, sarebbe accaduto domani.
Non ho la capacità, la voglia e tutto il resto dei crismi che servono per dire a qualcuno "ti amo". Tu lo dicesti a me, però. E non cancellerò mai dalla mia memoria la tua onestà!
Non muterò il mio atteggiamento nei tuoi confronti.
Per il tuo bene, però non risponderò ad eventuali chiamate al telefono e non ti sbloccherò, ma...
...tempo al tempo.
Secondo me son parole buttate al mondo virtuale, quelle che ti sto scrivendo, perchè son certo che nemmeno leggi più il mio blog (e faresti solo bene, se così fosse).
Un giorno ti chiamerò. Deciderai tu se rispondere, ma giuro sulle mie dita che lo farò!
Perchè sei stato speciale. Non ho altri aggettivi per definirti. Se non che sei un grande!
P.S: son certo che il 2007 sarà un grande anno per te, C!
giovedì, dicembre 21, 2006
25 Dicembre
mercoledì, dicembre 20, 2006


Lascia che sia l'unico che chiami.
Se salti bloccherò la tua caduta
Ti tirerò su e volerò lontano con te nella notte.
Se hai bisogno di cadere isolato,
io posso rammendare un cuore infranto.
Se hai bisogno di abbatterti allora schiantati, e brucia:
non sei solo!
When you need to crash, than crash and burn, u're not alone...............
lunedì, dicembre 11, 2006
Ho appena assistito ad una delle più intelligenti, ironiche, spericolate interviste della tivvù: Serena Dandini vs. Paolo Bonolis. Stramba coppia di cervelli. Due persone che non mentono a loro stesse. Distanti per immagine e posizione professionale, ma accomunate dall'intelligenza e dal buono e sano uso del sarcasmo.
Ovvio che dietro a quell'intervista c'era una finalità: promuovere il film di D'Alatri, quello di cui Bonolis è protagonista.
Anche la Dandini deve adattarsi a scelte consumistiche, per avere certi personaggi in studio! Non lo fanno anche Vespa e Fazio? Ovvio! Ma ribadisco: mi è piaciuto il loro modo di colloquiare. Ciliegina sulla torta, la conclusione dell'intervista, con quel temerario di Dario Vergassola. Son pure contento che mi abbiano fatto ridere!
Ho anche riso al cellulare, fino a poco fa, con Biagio, al quale ho anticipato che avrei comunicato lui certi miei pensieri su questa pagina. Potevo spiegarglieli al telefono. Invece ho scelto di lasciarli qua, cosciente che dopo aver scritto quello che sto per pubblicare, le cose potrebbero involversi. E siccome, della serie cogito (e coito) ergo sum...
:
Non ho mai forzato le cose tra noi, Biagio. Non sono nelle condizioni, e soprattutto mi manca il diritto di chiederti di rinunciare a fare cose importanti, per la tua vita, solo per dedicare un pochettino più di spazio a me/noi. Io, poichè ho scelto (oddio!.. non è che uno scelga, ma mettiamola così) di volerti bene, devo accettare i pro e anche tutti i contro che per forza si presentano in un'amicizia a distanza. Distanza chilometrica, professionale e anagrafica. Chilometrica, professionale e anagrafica: in tutta sincerità, ti confesso che mi sarebbe quasi meno difficile aver conosciuto il primo gay del pianeta Urano (ooops..ex pianeta) e che facesse il ciabattino. Ovvio che scherzo!
Tu, Biagio, vivi in Italia, a 260 kilometri da qua (nemmeno poi tantissimi se consideriamo che c'è una linea ferroviaria che ci collega abbastanza bene). Non sei un extraterrestre.
Arrivo al punto: sabato sera prossimo. Solo a te è data la facoltà di scegliere certe priorità. Ed è mia incombenza accettare le tue scelte. Però, sì... sarò anche buono, accondiscendente, comprensivo. MA non mi hanno disegnato santo!
Viviamo in una società dove il consumismo è regola di vita. Con internet (ma forse anche prima) è arrivato anche il consumismo umano. Io l'ho praticato: ne ho "usati" parecchi e ne ho gettato almeno altrettanti, esseri umani (ovvio, di sesso maschile). Altri lo han fatto con me. Funziona un po così.
Sebbene non approvi il consumismo, pur avendo praticato quello umano - anche solo per il lavoro che faccio, prendo atto che esiste. E mi ci tuffo. Sguazzandoci male, ma con capacità di nuotare, o quantomeno galleggiare.
Se ti dicessi che vorrei che sabato fossi qua, anzichè alla festa di laurea, sarei solo onesto con me. Non mi devo nascondere dietro ad uno spot pubblicitario per dirti che mi manchi. Tu, le tue carezze, la tua pelle, i tuoi occhi, il tuo calore. Ecco perchè non sono consumista: le persone alle quali tengo non le getto dopo poche difficoltà. Non consumo le persone (soprattutto se di sesso maschile), anzi, faccio in modo di essere il più discreto possibile, ma sperando che le persone alle quali tengo si possano sintonizzare col mio pensiero.
Stà a te scegliere: se non ci vedremo il prossimo weekend, si dovrà rimandare al 2007 (che non è poi nemmeno lontanissimo). Sarà in febbraio.
Lo so... sembra quasi un ricatto, ma..... potrei perdere la pazienza "di noi" (sono umano, sorry).
Ok. Rileggendo sa proprio di ricatto.. Però, nonostante quello che provo per te, sappi che devo riconoscere anche i miei limiti.
Stoicismo non è parola che il mio vocabolario riconosce troppo facilmente.
Riassumendo: rispetto i tuoi impegni professionali, fatico di più a considerare quelli mondani. Senza impegno, però!
Tuo o non tuo Eu
Ovvio che dietro a quell'intervista c'era una finalità: promuovere il film di D'Alatri, quello di cui Bonolis è protagonista.
Anche la Dandini deve adattarsi a scelte consumistiche, per avere certi personaggi in studio! Non lo fanno anche Vespa e Fazio? Ovvio! Ma ribadisco: mi è piaciuto il loro modo di colloquiare. Ciliegina sulla torta, la conclusione dell'intervista, con quel temerario di Dario Vergassola. Son pure contento che mi abbiano fatto ridere!
Ho anche riso al cellulare, fino a poco fa, con Biagio, al quale ho anticipato che avrei comunicato lui certi miei pensieri su questa pagina. Potevo spiegarglieli al telefono. Invece ho scelto di lasciarli qua, cosciente che dopo aver scritto quello che sto per pubblicare, le cose potrebbero involversi. E siccome, della serie cogito (e coito) ergo sum...
:
Non ho mai forzato le cose tra noi, Biagio. Non sono nelle condizioni, e soprattutto mi manca il diritto di chiederti di rinunciare a fare cose importanti, per la tua vita, solo per dedicare un pochettino più di spazio a me/noi. Io, poichè ho scelto (oddio!.. non è che uno scelga, ma mettiamola così) di volerti bene, devo accettare i pro e anche tutti i contro che per forza si presentano in un'amicizia a distanza. Distanza chilometrica, professionale e anagrafica. Chilometrica, professionale e anagrafica: in tutta sincerità, ti confesso che mi sarebbe quasi meno difficile aver conosciuto il primo gay del pianeta Urano (ooops..ex pianeta) e che facesse il ciabattino. Ovvio che scherzo!
Tu, Biagio, vivi in Italia, a 260 kilometri da qua (nemmeno poi tantissimi se consideriamo che c'è una linea ferroviaria che ci collega abbastanza bene). Non sei un extraterrestre.
Arrivo al punto: sabato sera prossimo. Solo a te è data la facoltà di scegliere certe priorità. Ed è mia incombenza accettare le tue scelte. Però, sì... sarò anche buono, accondiscendente, comprensivo. MA non mi hanno disegnato santo!
Viviamo in una società dove il consumismo è regola di vita. Con internet (ma forse anche prima) è arrivato anche il consumismo umano. Io l'ho praticato: ne ho "usati" parecchi e ne ho gettato almeno altrettanti, esseri umani (ovvio, di sesso maschile). Altri lo han fatto con me. Funziona un po così.
Sebbene non approvi il consumismo, pur avendo praticato quello umano - anche solo per il lavoro che faccio, prendo atto che esiste. E mi ci tuffo. Sguazzandoci male, ma con capacità di nuotare, o quantomeno galleggiare.
Se ti dicessi che vorrei che sabato fossi qua, anzichè alla festa di laurea, sarei solo onesto con me. Non mi devo nascondere dietro ad uno spot pubblicitario per dirti che mi manchi. Tu, le tue carezze, la tua pelle, i tuoi occhi, il tuo calore. Ecco perchè non sono consumista: le persone alle quali tengo non le getto dopo poche difficoltà. Non consumo le persone (soprattutto se di sesso maschile), anzi, faccio in modo di essere il più discreto possibile, ma sperando che le persone alle quali tengo si possano sintonizzare col mio pensiero.
Stà a te scegliere: se non ci vedremo il prossimo weekend, si dovrà rimandare al 2007 (che non è poi nemmeno lontanissimo). Sarà in febbraio.
Lo so... sembra quasi un ricatto, ma..... potrei perdere la pazienza "di noi" (sono umano, sorry).
Ok. Rileggendo sa proprio di ricatto.. Però, nonostante quello che provo per te, sappi che devo riconoscere anche i miei limiti.
Stoicismo non è parola che il mio vocabolario riconosce troppo facilmente.
Riassumendo: rispetto i tuoi impegni professionali, fatico di più a considerare quelli mondani. Senza impegno, però!
Tuo o non tuo Eu
sabato, dicembre 09, 2006
"Magari fosse Natale" è stato un ricorrente titolo di certi miei passati post.
Si riferiva semplicemente ad una canzone di Gino D'Eliso. ((per maggiori info, scorrete verso il basso e ne saprete di più))
E' dicembre, e stà cazzo di festività, ormai incombe. Il natale.
Quest anno, come non succedeva da tempo, la sto vivendo male, l'attesa.
O meglio: vivo male il superamento di quella data.
Già "dicembre" significa per me lavorare quasi sette giorni su sette. (E già questa è una certa rottura di maroni!)
Quello che non mi piace di questa ricorrenza, poi, è il modificarsi oggettivo della vita umana. Tempimorti, ferie, viaggi, spese, sorrisi, cucina, messe, mammà-e-pappà. Il tutto finalizzato alla mattina del 25 dicembre, giorno in cui tutti dovete volervi bene.
Come se festeggiare il natale fosse una sorta di password per entrare, un giorno, nell'eden.
Tra le classiche figure tipiche del natale, quella che mi sta più sulle balle è il grasso vestito di rosso.
Che è così grasso/orso, per cui solo i bambini possono credere che possa accedere alla loro casa attraverso la stretta canna fumaria.
In generale non mi piacciono le persone grasse. Mi danno impressione di trascuratezza, mancanza di gusto estetico, diseducazione alimentare. Maschi o femmine che siano.
Quando io ero piccolo, dalle mie parti, zona Milano, si usava dire che chi portava i regali era gesù bambino. Che già mi piace di più del pancione che sfrutta le renne.
(Biagio pausa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!... chattavo con lui)
Back:
Così, per caso, mi chiedo che fine abbiano fatto le notizie riguardanti i due fratellini. Quelli scomparsi.
Toh! Non se ne parla più... e nemmeno della Franzoni.
Son diventati demodè?
Adesso sono particolarmente in voga i bulli delle scuole medie che pubblicano i filmatini nel web.
E sta finanziaria, che ha davvero rotto! (anche a Bruno Vespa, mi sa)
E poi le morti per anoressia
Scusate, ma rido!
E' morta una ragazza e per una settimana non si è parlato che di (finanziaria) anoressia.
Non mi sembra sta gran novità. E' da anni che ne muoiono! Solo perchè è toccato ad una modella, l'argomento deve tornare ferocemente d'attualità?
E' fantastico il modo in cui i due principali teleggiornali televisiv-nazionali si mettano d'accordo sulle notizie da dare, piuttosto che quelle da omettere.
Si riferiva semplicemente ad una canzone di Gino D'Eliso. ((per maggiori info, scorrete verso il basso e ne saprete di più))
E' dicembre, e stà cazzo di festività, ormai incombe. Il natale.
Quest anno, come non succedeva da tempo, la sto vivendo male, l'attesa.
O meglio: vivo male il superamento di quella data.
Già "dicembre" significa per me lavorare quasi sette giorni su sette. (E già questa è una certa rottura di maroni!)
Quello che non mi piace di questa ricorrenza, poi, è il modificarsi oggettivo della vita umana. Tempimorti, ferie, viaggi, spese, sorrisi, cucina, messe, mammà-e-pappà. Il tutto finalizzato alla mattina del 25 dicembre, giorno in cui tutti dovete volervi bene.
Come se festeggiare il natale fosse una sorta di password per entrare, un giorno, nell'eden.
Tra le classiche figure tipiche del natale, quella che mi sta più sulle balle è il grasso vestito di rosso.
Che è così grasso/orso, per cui solo i bambini possono credere che possa accedere alla loro casa attraverso la stretta canna fumaria.
In generale non mi piacciono le persone grasse. Mi danno impressione di trascuratezza, mancanza di gusto estetico, diseducazione alimentare. Maschi o femmine che siano.
Quando io ero piccolo, dalle mie parti, zona Milano, si usava dire che chi portava i regali era gesù bambino. Che già mi piace di più del pancione che sfrutta le renne.
(Biagio pausa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!... chattavo con lui)
Back:
Così, per caso, mi chiedo che fine abbiano fatto le notizie riguardanti i due fratellini. Quelli scomparsi.
Toh! Non se ne parla più... e nemmeno della Franzoni.
Son diventati demodè?
Adesso sono particolarmente in voga i bulli delle scuole medie che pubblicano i filmatini nel web.
E sta finanziaria, che ha davvero rotto! (anche a Bruno Vespa, mi sa)
E poi le morti per anoressia
Scusate, ma rido!
E' morta una ragazza e per una settimana non si è parlato che di (finanziaria) anoressia.
Non mi sembra sta gran novità. E' da anni che ne muoiono! Solo perchè è toccato ad una modella, l'argomento deve tornare ferocemente d'attualità?
E' fantastico il modo in cui i due principali teleggiornali televisiv-nazionali si mettano d'accordo sulle notizie da dare, piuttosto che quelle da omettere.
mercoledì, dicembre 06, 2006
Per Te. Bellezza
Sai cosa c'è di perfettamente imperfetto, in te, Biagio?
1: L'imbarazzo che esprimi quando ti dico, a volte troppo spesso, che sei unico, bello.
2: Quella tua bellezza che non vedo solo con gli occhi.
Che tu sia un bel ragazzo, beh... a meno che tu non soffra di mancanza d'autostima (non mi pare), lo sai!
Tu, Biagio, sei bello anche perchè sei normale, l'antitesi dell'ipocrisia, un semplice, con un cervello invidiabile (e non solo quello... se dobbiamo proprio riferirci a certi attributi fisici..ghghghgh )
Non posso dimenticare le nostre dita che si cercavano camminando per il Borgo. Non mi è possibile riuscire a non pensare alle tue labbra. Sorrido quando penso ai "gi-elle" che ti mancano (ihihih): che bello!!
Ma soprattutto penso a te, per il bello che tu sei.
Fuori.
E dentro!
1: L'imbarazzo che esprimi quando ti dico, a volte troppo spesso, che sei unico, bello.
2: Quella tua bellezza che non vedo solo con gli occhi.
Che tu sia un bel ragazzo, beh... a meno che tu non soffra di mancanza d'autostima (non mi pare), lo sai!
Tu, Biagio, sei bello anche perchè sei normale, l'antitesi dell'ipocrisia, un semplice, con un cervello invidiabile (e non solo quello... se dobbiamo proprio riferirci a certi attributi fisici..ghghghgh )
Non posso dimenticare le nostre dita che si cercavano camminando per il Borgo. Non mi è possibile riuscire a non pensare alle tue labbra. Sorrido quando penso ai "gi-elle" che ti mancano (ihihih): che bello!!
Ma soprattutto penso a te, per il bello che tu sei.
Fuori.
E dentro!
martedì, dicembre 05, 2006
Di tutta questa vita mia.....
....io tutta la riempirei, di tutto il bello che tu sei (Rettoriana citazione)
Domenica sera, scorsa sono tornato al Borgo, a Milano.
Cazzo!
Cazzo!!!
Era così bello, esser lì, con Biagio.
L'ho detto anche a lui: nel locale, pieno di gente di ogni genere, mi guardavo in giro, ma non vedevo, trovavo, cercavo nessuno che riuscisse ad essere così ... come lui è: bello!
Il Borgo mi piace. Peccato esserci approdato così tardi, ma forse doveva andare così(?).
Si respira aria anni'80, '90, 2006. Forse un po come nel suo piccolo era lo Skylight fino a qualche anno fa. Ma con meno 40enni di quelli vecchio stile-palestrato-rasato-facciancazzata (evvivaddio.. mutate gente!).
Ci eravamo ritrovati, nel pomeriggio, in Centrale, io e Biagio. Ieri.
Giornata particolarmente grigia, umida, a tratti spiovicchiante.
Quando l'ho rivisto, "atterrato" dall'eurostar che proveniva da Firenze, ieri io ho improvvisamente rivisto il sole. Il "mio" sole!
Domenica sera, scorsa sono tornato al Borgo, a Milano.
Cazzo!
Cazzo!!!
Era così bello, esser lì, con Biagio.
L'ho detto anche a lui: nel locale, pieno di gente di ogni genere, mi guardavo in giro, ma non vedevo, trovavo, cercavo nessuno che riuscisse ad essere così ... come lui è: bello!
Il Borgo mi piace. Peccato esserci approdato così tardi, ma forse doveva andare così(?).
Si respira aria anni'80, '90, 2006. Forse un po come nel suo piccolo era lo Skylight fino a qualche anno fa. Ma con meno 40enni di quelli vecchio stile-palestrato-rasato-facciancazzata (evvivaddio.. mutate gente!).
Ci eravamo ritrovati, nel pomeriggio, in Centrale, io e Biagio. Ieri.
Giornata particolarmente grigia, umida, a tratti spiovicchiante.
Quando l'ho rivisto, "atterrato" dall'eurostar che proveniva da Firenze, ieri io ho improvvisamente rivisto il sole. Il "mio" sole!
venerdì, dicembre 01, 2006
Oggi ho rivisto il mio Storm. Era dal 18 luglio, quattro mesi fa, che non ci incontravamo.
Fino a prima di certi eventi lui capitava a casa mia. Una settimana sì e l'altra uguale (con certi ovvii periodi di pausa).
Quattro mesi, accidenti son passati!
E' imperdonabile la mia mancanza di buona volontà. Ho un carattere di "M", e lo so. Non son capace di voler bene.
Avrei dovuto chiedergli di rivederci prima. Anzichè temere in un suo no. Ma avevo paura del "no".
Mi ha fatto bene il pomeriggio trascorso con lui e Luca. Tra l'altro non ero mai stato a casa di Storm (che brutto effetto mi fa chiamarlo con lo pseudonimo).
Sarebbe giusto che andassi a trovare anche mio papà, che non vedo da mesi, forse anni. Anche mia nonna e certi miei parenti abbiatensi vorrebbero che andassi a far loro visita. Cerco un senso nel farlo, ma non lo trovo.
E' roba passata, mi verrebbe da dire. Cazzata, lo so! Ma non riesco a reagire, o meglio: non me la sento di fare qualcosa che non è un bisogno, una necessità, ma solo una specie di dovere.
E' come andare forzatamente ad una festa solo perchè temi di deludere, con la tua assenza, colui o colei che ti ha invitato.
E' un ritorno al passato che mi mette paura.
Da sempre ho conservato la posta, quella cartacea. Infilandola in una scatola di cartone dove è rimasta a giacere. Tutte le lettere, cartoline, biglietti d'auguri ricevuti dalla mia adolescenza in poi sono lì.
Erano lì: mercoledì scorso, per la prima volta dopo più di vent'anni ho aperto quella scatola:
roba da pelle d'oca: nomi dimenticati, amori disperati, amici, la mia insegnante di francese, amiche! (non ne ricordavo di sesso femminile).
E questa lettera:

Illeggibilmente accartocciata. Lo so. Ma è anche cliccabile ed ingrandibile!
E' datata 27 maggio 1982. Sembra esser stata scritta alle 00.15 di quel giorno. Così pare.
Quel 27 maggio dell'ottantadue avevo 16 anni. Il giorno prima avevo avuto il mio primo, ributtante rapporto sessuale.
Con l'autore di questa lettera. Che non posso dire che avesse abusato di me.
In realtà era qualcosa che volevo, il sesso con un uomo.
Ma lo fece schifosamente, con me. Tanto che quando lasciò la stanza, sentii il bisogno di vomitare. E infatti vomitai.
Troppo tempo perderei a copiare il testo di questa lettera (se la cliccate la leggete meglio). Ne cito solo la parte finale dove mi scriveva:
"vedo i tuoi occhi innocenti che sfuggono. Impara a guardare la gente negli occhi e capirai sempre di più".
E aggiunge: (sorrido ghignosamente)
"tienila per te questa lettera e quando sarai grande capirai molte cose".
L'ho conservata, infatti. E nel frattempo son diventato grande.
Forse capisco meglio adesso l'inglese. Forse le cose che capisco non è che me le abbia aiutate lui ad apprendere, sto coglione!
Forse, se non fosse che adesso dovrebbe aver circa sessant'anni andrei a cercarlo. So dov'è, dove vive. Un mio buon amico lo conosce personalmente: i casi della vita: stesso paesiello d'origine; quello classico, di poche anime, tante galline e una banca.
Si è sposato pure (ipocrita di merda) e ha due figli.
Mi chiedo se si ricorda di me.
Dopo la vomitata notturna, il giorno dopo, ero in bicicletta. Mi dicevo: ok, hai provato! Non ti piace fare sesso con gli uomini. Tu sei eterosessuale.
A distanza di qualche mese, forse settimane lo richiamai.
Furtivissimamente.
Mi invitò a casa sua.
Il secondo disastro: mi portò in discoteca, poi a letto. Allora pare che vivesse solo con la madre, anziana.
In quel suo letto, che ricordo come fosse il mio di ora, non sopportavo le sue mani sulla mia pelle.
Ma ero stato io a cercarlo! Non potevo rifiutare le sue avances, mi sarei sentito poco educato, scorretto.
Di quella notte non ho ricordi. Forse nemmeno riuscì a venirmi addosso. Forse nemmeno venne.
La mattina dopo mi lasciò in stazione. Credo fosse la stazione di Jesolo.
Comprai un quotidiano. Era il giorno dopo la fine di un festival di San Remo vinto da Tiziana Rivale.
Un treno che non arrivava. Ricordo anche che era una mattina grigia, senza sole, umida.
Probabilmente non potrò mai smettere di stupirmi della cretinaggine che gira. E forse son cretino pur io:
torniamo al secondo millennio, e andiamo a ritroso:
-Biagio, 22 anni oggi: il primo ragazzo che ha incontrato gli ha chiesto di indossare un perizoma rosso. Sapeva che Biagio non aveva mai toccato un uomo prima. Evito commenti. Adesso per fortuna è un bellissimo Biagio, non traumatizzato dal colore rosso.
-Cristian: l'unica persona alla quale ho temuto di aver fatto un danno. 20 anni, allora.: qualche mese fa, quando glielo presi in mano. Adesso tra alti e bassi siamo abbastanza amici. Non ha riportato traumi per quell'esperienza. Fortunatamente!..Anzi!! :-)
-Gio: 20 anni pure lui. Novembre 2005: fu lui a sbottonarmi i jeans. A casa mia
-Giovanni, credo fosse il 2000, frequentava la Bocconi: non gli ho imposto di andare a casa sua (aveva una sua casa a Milano), sebbene lo avrei voluto. Poi pare che si sia messo con una persona. Di sesso maschile.
Ecco, non sto a lodarmi, ma sti ragazzi li ho rispettati
rispettati..che parola del cazzo!
Diciamo che non ho approfittato della loro inesperienza.
Ci son stati loro coetanei un pochino più navigati, vedi luca, l'altro luca, un michele, diego.. con i quali sapevo di poter andare a colpo sicuro, perchè non ero certo nè il primo nè il secondo arrivato.
Mi rileggo e trovo che sto scrivendo cose un po da perbenista.
A proposito: Ieri sera sono andato a vedere Shortbus, e non mi è piaciuto. E anche ieri sera nel giudicare quel film(accio) mi son sentito un po perbenista.
Pensandoci, lo sono. Propendo al bene. Se il bene è farsi infilare un braccio in culo, non giudico. Se fare pompini con ingoio è bene..beh, bene anche per me. Se sei una fighetta 19enne e ti fai volutamente trastullare dallo zio grasso, son solo affari tua.
Basta star bene.
Star bene è rispettare. Cosa? Ad ognuno scegliere. Io ho scelto il rispetto verso gli esseri umani (meglio se maschi ihihih)
Se tu, Ermano, quello di cui sopra!
Ermano si! -per una volta pubblico un nome senza autorizzazione (sarei tentato a mettere anche il cognome, ma per tua fortuna non sono diventato ancora abbastanza grande, e tante cose non le capisco)- navigando per siti porno, capitassi in questo blog, fatti vivo! altrimenti potrei pensare di arrivare io a te. Giusto per veder la faccia di chi mi ha scopato l'unica volta nella mia vita. Vent'anni dopo!
Un favore me lo hai fatto, però:
non son più riuscito a crescere nei tempi giusti.
Grazie
Fino a prima di certi eventi lui capitava a casa mia. Una settimana sì e l'altra uguale (con certi ovvii periodi di pausa).
Quattro mesi, accidenti son passati!
E' imperdonabile la mia mancanza di buona volontà. Ho un carattere di "M", e lo so. Non son capace di voler bene.
Avrei dovuto chiedergli di rivederci prima. Anzichè temere in un suo no. Ma avevo paura del "no".
Mi ha fatto bene il pomeriggio trascorso con lui e Luca. Tra l'altro non ero mai stato a casa di Storm (che brutto effetto mi fa chiamarlo con lo pseudonimo).
Sarebbe giusto che andassi a trovare anche mio papà, che non vedo da mesi, forse anni. Anche mia nonna e certi miei parenti abbiatensi vorrebbero che andassi a far loro visita. Cerco un senso nel farlo, ma non lo trovo.
E' roba passata, mi verrebbe da dire. Cazzata, lo so! Ma non riesco a reagire, o meglio: non me la sento di fare qualcosa che non è un bisogno, una necessità, ma solo una specie di dovere.
E' come andare forzatamente ad una festa solo perchè temi di deludere, con la tua assenza, colui o colei che ti ha invitato.
E' un ritorno al passato che mi mette paura.
Da sempre ho conservato la posta, quella cartacea. Infilandola in una scatola di cartone dove è rimasta a giacere. Tutte le lettere, cartoline, biglietti d'auguri ricevuti dalla mia adolescenza in poi sono lì.
Erano lì: mercoledì scorso, per la prima volta dopo più di vent'anni ho aperto quella scatola:
roba da pelle d'oca: nomi dimenticati, amori disperati, amici, la mia insegnante di francese, amiche! (non ne ricordavo di sesso femminile).
E questa lettera:

Illeggibilmente accartocciata. Lo so. Ma è anche cliccabile ed ingrandibile!
E' datata 27 maggio 1982. Sembra esser stata scritta alle 00.15 di quel giorno. Così pare.
Quel 27 maggio dell'ottantadue avevo 16 anni. Il giorno prima avevo avuto il mio primo, ributtante rapporto sessuale.
Con l'autore di questa lettera. Che non posso dire che avesse abusato di me.
In realtà era qualcosa che volevo, il sesso con un uomo.
Ma lo fece schifosamente, con me. Tanto che quando lasciò la stanza, sentii il bisogno di vomitare. E infatti vomitai.
Troppo tempo perderei a copiare il testo di questa lettera (se la cliccate la leggete meglio). Ne cito solo la parte finale dove mi scriveva:
"vedo i tuoi occhi innocenti che sfuggono. Impara a guardare la gente negli occhi e capirai sempre di più".
E aggiunge: (sorrido ghignosamente)
"tienila per te questa lettera e quando sarai grande capirai molte cose".
L'ho conservata, infatti. E nel frattempo son diventato grande.
Forse capisco meglio adesso l'inglese. Forse le cose che capisco non è che me le abbia aiutate lui ad apprendere, sto coglione!
Forse, se non fosse che adesso dovrebbe aver circa sessant'anni andrei a cercarlo. So dov'è, dove vive. Un mio buon amico lo conosce personalmente: i casi della vita: stesso paesiello d'origine; quello classico, di poche anime, tante galline e una banca.
Si è sposato pure (ipocrita di merda) e ha due figli.
Mi chiedo se si ricorda di me.
Dopo la vomitata notturna, il giorno dopo, ero in bicicletta. Mi dicevo: ok, hai provato! Non ti piace fare sesso con gli uomini. Tu sei eterosessuale.
A distanza di qualche mese, forse settimane lo richiamai.
Furtivissimamente.
Mi invitò a casa sua.
Il secondo disastro: mi portò in discoteca, poi a letto. Allora pare che vivesse solo con la madre, anziana.
In quel suo letto, che ricordo come fosse il mio di ora, non sopportavo le sue mani sulla mia pelle.
Ma ero stato io a cercarlo! Non potevo rifiutare le sue avances, mi sarei sentito poco educato, scorretto.
Di quella notte non ho ricordi. Forse nemmeno riuscì a venirmi addosso. Forse nemmeno venne.
La mattina dopo mi lasciò in stazione. Credo fosse la stazione di Jesolo.
Comprai un quotidiano. Era il giorno dopo la fine di un festival di San Remo vinto da Tiziana Rivale.
Un treno che non arrivava. Ricordo anche che era una mattina grigia, senza sole, umida.
Probabilmente non potrò mai smettere di stupirmi della cretinaggine che gira. E forse son cretino pur io:
torniamo al secondo millennio, e andiamo a ritroso:
-Biagio, 22 anni oggi: il primo ragazzo che ha incontrato gli ha chiesto di indossare un perizoma rosso. Sapeva che Biagio non aveva mai toccato un uomo prima. Evito commenti. Adesso per fortuna è un bellissimo Biagio, non traumatizzato dal colore rosso.
-Cristian: l'unica persona alla quale ho temuto di aver fatto un danno. 20 anni, allora.: qualche mese fa, quando glielo presi in mano. Adesso tra alti e bassi siamo abbastanza amici. Non ha riportato traumi per quell'esperienza. Fortunatamente!..Anzi!! :-)
-Gio: 20 anni pure lui. Novembre 2005: fu lui a sbottonarmi i jeans. A casa mia
-Giovanni, credo fosse il 2000, frequentava la Bocconi: non gli ho imposto di andare a casa sua (aveva una sua casa a Milano), sebbene lo avrei voluto. Poi pare che si sia messo con una persona. Di sesso maschile.
Ecco, non sto a lodarmi, ma sti ragazzi li ho rispettati
rispettati..che parola del cazzo!
Diciamo che non ho approfittato della loro inesperienza.
Ci son stati loro coetanei un pochino più navigati, vedi luca, l'altro luca, un michele, diego.. con i quali sapevo di poter andare a colpo sicuro, perchè non ero certo nè il primo nè il secondo arrivato.
Mi rileggo e trovo che sto scrivendo cose un po da perbenista.
A proposito: Ieri sera sono andato a vedere Shortbus, e non mi è piaciuto. E anche ieri sera nel giudicare quel film(accio) mi son sentito un po perbenista.
Pensandoci, lo sono. Propendo al bene. Se il bene è farsi infilare un braccio in culo, non giudico. Se fare pompini con ingoio è bene..beh, bene anche per me. Se sei una fighetta 19enne e ti fai volutamente trastullare dallo zio grasso, son solo affari tua.
Basta star bene.
Star bene è rispettare. Cosa? Ad ognuno scegliere. Io ho scelto il rispetto verso gli esseri umani (meglio se maschi ihihih)
Se tu, Ermano, quello di cui sopra!
Ermano si! -per una volta pubblico un nome senza autorizzazione (sarei tentato a mettere anche il cognome, ma per tua fortuna non sono diventato ancora abbastanza grande, e tante cose non le capisco)- navigando per siti porno, capitassi in questo blog, fatti vivo! altrimenti potrei pensare di arrivare io a te. Giusto per veder la faccia di chi mi ha scopato l'unica volta nella mia vita. Vent'anni dopo!
Un favore me lo hai fatto, però:
non son più riuscito a crescere nei tempi giusti.
Grazie
