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domenica, marzo 25, 2007

Piove.
Pioveva anche ieri sera quando siamo arrivati allo Skylight, Biagio, Marco ed io.

Quella discoteca mantiene sempre il suo incanto.
Sarà forse grazie alle persone che vi lavorano: un gruppo di personaggi ben affiatati tra loro. Sarà perchè nel suo genere è unica. Sarà perchè con Biagio sto bene dovunque (ad eccezione del "Queen" di Parigi, ma non certo per colpa di Biagio).
Avreste dovuto vederlo girare per il locale con gli occhialoni di Michele (ghghgh).
E poi c'era Gianni, scatenato, che ci ha portati a ballare "Jump" mimando i passi del concerto. Complici, forse, i potenti drink serviti dalla "Kiki"; Stefano Barbie, il servizio fotografico fatto da Bea; Giampi e Michele (ovvio), perfino Marco, dopo un timido inizio di serata, si è lasciato andare.

Siamo rientrati questa mattina che era già chiaro.
Tra l'altro questa è stata l'odiosa notte del cambio dell'ora legale, la prima di quelle due notti che io detesto!!! (Ne parlo ampiamente in un post che credo risalga a marzo 2004)
Marco ci ha accompagnati fino a casa. E' salito con noi e abbiamo fatto colazione, poi è rientrato.
Io e Biagio siamo stati a letto fino a tardo pomeriggio... dopo esserci svegliati con un po' di mal di testa causato dai residui dell'alcool di ieri allo Sky :-)

Da qualche ora sono di nuovo solo in questa stanza, in questa casa, che ormai è anche un po la sua: "bei piedini" è ripartito questa sera. L'ho accompagnato in stazione dopo esserci preparati una porzione in stile camionista di risotto con piselli, olive e salmone.
Venerdì sera eravamo stati in pizzeria con Vincenzo, un paio di amici suoi e Luca, il di me e Storm "figlioccio", che così ha finalmente conosciuto Biagio. E pare che si siano reciprocamente piaciuti. Bene!
Dopo la pizzeria abbiamo fatto tappa all'Anima.
Ammetto che, sebbene mi sia divertito, mi è mancato lo stare un pochettino più da solo con Biagio, questo weekend, ma è giusto così. Perchè fossilizzarsi nel letto se ci sono occasioni per uscire, vedere gli amici e stare in loro compagnia?
Trovo insopportabili quelle persone che, quando cominciano una relazione, escludono dalla loro vita tutto ciò che non riguarda gli affari di coppia.
Anche perchè, nella maggior parte dei casi, le relazioni nascono con una naturale scadenza. Ed è proprio il giorno stesso, quello in cui il sogno scade, che quelli di cui sopra, bisognosi di una spalla sulla quale piangere tornano improvvisamente in scena. Essi tornano!
Ma anche di questo ho già parlato......
Mi sa che dovrò farmi una dose di fantasia!

lunedì, marzo 19, 2007

Furla 

Per alcuni anni ho avuto un cane.
Non abitavo ancora in questa città, ma in un'altra, sempre in questa regione.
Avevo 15, forse 13 anni meno di adesso quella sera che si andò in una località dove c'era una vasca di acqua termale naturale. Noi ci si andava saltuariamente perchè era un posto di cruising, non tanto per fare il bagno nell'acqua sulfurea, ma, appunto per cuccare.
Era una zona sperduta nella campagna, ai piedi dei colli Euganei.
Buia, a meno che non ci fosse la luna piena. Solo i fanali delle macchine in arrivo permettevano in modo discontinuo di vedere qualcosa di più che delle vagabondanti ombre umane.
Poco distante dalla pozza, che era situata nel lato di uno spiazzo rettangolare che fungeva da parcheggio, c'era un vecchio fienile in disuso e poco più in là una serra ancora in attività. Per il resto, a parte il sentiero sterrato che dalla strada principale portava alla serra, solo campi di granoturco e silenzio.

Era una sera di fine estate quando, camminando proprio sulla terra secca di uno di quei campi di granoturco falciato, sentii un anomalo rumore nell'oscurità.
C'era qualcosa non lontano da me che si muoveva nel buio; non poteva essere un umano, perchè, sebbene ci fosse stato solo uno spicchio di luna, ne avrei dovuto intravedere la sagoma. Mi irrigidii, temendo che si potesse trattare di un topone, una nutria o un qualsiasi animale di quelli che preferiremmo non incrociare mai.
Ci impiegai poco tempo per scoprire invece che, a muoversi era stato un cane, che nel frattempo si era posizionato a pochi metri da me.
Nel tentativo di farlo avvicinare mi abbassai invitandolo ad accostarsi, emettendo quei suoni assurdi che utilizziamo noi umani quando vogliamo attirare l'attenzione degli animali domestici, ma lui sembrava voler mantenere distanza. Allora cominciai per sfida a camminare lentamente, allontanandomi da lui.
Iniziò a seguirmi.
Non ero molto lontano dalla stradina, e sapevo che se fossi andato in quella direzione ci sarebbe stata la possibilità di incontrare qualche "passeggiatore" che avrebbe potuto spaventare l'animale, perciò presi la direzione del campo, inoltrandomi ulteriormente. Con il cane a seguirmi, sempre conservando però una certa distanza da me.
Non ricordo come nè perchè, ma riuscii ad avvicinarlo.
Non credo di avere avuto il coraggio di toccarlo subito, o forse sì.
Quel che ricordo è che esplose il colpo di fulmine (confesso che per timidezza non glielo dissi subito).
Restai accucciato sulla terra, tra i resti del granoturco tagliato, per diversi minuti, a "chiaccherare" con il quadrupede. Percepivo che si trattava di un cane abbandonato. Aveva un collare anonimo. Sì, ora che ci penso lo accarezzai, parlandogli. Era docile, a tratti affettuoso, spaventato.
Decisi di presentarlo agli amici e mi incamminai verso la stradina sterrata dove Daniele aveva parcheggiato la sua macchina, quella sulla quale eravamo arrivati.
Il cane mi seguiva. Cavoli, che tenerezza mi faceva!
Ritrovai subito Daniele e anche Michele, l'altro amico che era con noi. La bestiola era sempre dietro di me. Sembrava non avere più paura.
Spiegai loro come lo avevo incontrato e Daniele, che aveva in macchina un pacchetto di crackers glielo offrì. Michele invece, che aveva già un cagnolino - e che ama come pochi quegli animali disse scherzando:
"ti dobbiamo trovare un nome!...
...Furla!"
Credo che in quel periodo le borse con quel marchio non esistessero ancora. Non so come mai gli venne in mente proprio "Furla".
Furla mangiò i crackers.
Purtroppo però non avevamo dell'acqua da darle.
Nel frattempo si era formata una combriccola di "passeggiatori" incuriositi intorno a noi. Saltò fuori anche dell'acqua.

Io la guardavo estasiato. Intenerito. Innamorato.

La stessa persona che offrì l'acqua diede un'occhiata al cagnolone (non era proprio piccolissimo) per identificarne il sesso: femmina.
Faceva troppa tenerezza!
Capii che non avrei potuto distaccarmi da lei. Volevo portarmela a casa e lo dissi a Daniele.
...Che rifiutò di far salire sulla sua macchina una bestia di cui non si conosceva lo stato di salute, di pulizia nè tantomeno la provenienza.
Fu inutile discutere.
Quando risalimmo in auto per rientrare, la cagnola rimase sulla stradina. Sola; a guardarci allontanare.

Sono sempre stato testardo. Se so che mi resta qualche carta da giocare per risolvere una situazione... il classico asso nella manica... lo gioco!
Appena arrivai a casa (era ormai notte) chiamai un amico -e collega di allora, Claudio, che è un altro di quelli fanatici per i cani. Lo svegliai, gli raccontai quel che mi era successo chiedendogli di riportarmi subito a prelevare quel cane.
Saggiamente mi rispose (cito quasi testualmente):
"Adesso è tardi. Devo dormire. Mettiti a letto anche tu e se vuoi, domattina presto, prima di cominciare a lavorare si va a cercarlo. Se lo ritroviamo significa che ti stava aspettando"
Non potevo che accettare quella proposta.
Claudio passò a prendermi verso le sette di mattina e ci si avviò verso "la pozza".
Era un inizio di giornata caldo e già soleggiato.
Io credo di essere stato agitatissimo. Superfluo dire che non avevo chiuso occhio per tutta la notte.
I tre, massimo quattro minuti che impiegammo per percorrere la stradina che portava dalla statale alla pozza d'acqua termale, al fienile, alla serra, al granoturco tagliato mi sembravano interminabili. Non avevo mai visto quel posto con la luce del sole. E per fortuna c'era la luce!
I miei occhi erano una specie di periscopio: scrutavo ovunque; volevo solo ritrovarla!
Si arrivò allo spiazzo, quello dove c'è la "vasca". Nessuna forma di vita, forse solo dei passeri.
Claudio parcheggiò.
Scesi dalla macchina. Nulla! Il cane non c'era.
Fu Claudio a proporre di andare alla serra, che era già in attività, per chiedere se qualcuno dei mattinieri floricultori avesse visto un randagio.
E fu proprio nel cortile della serra che, accovacciata sulla terra, la rividi.

Deluso, immaginai in quell'istante che probabilmente mi ero sbagliato: quello non era un cane abbandonato, ma di proprietà di qualcuno di quelli che lavoravano lì.
Però lei ci corse subito incontro felice, scodinzolante, con le orecchie volte verso l'alto.

Claudio non ebbe il tempo di dire nulla;
istintivamente scesi dalla macchina con atteggiamento determinato, mentre un signore si avvicinava a noi. Ricordo perfettamente la breve conversazione con lui:
"Buongiorno! E' di qualcuno quel cane?"
"No, lo abbiamo trovato qui questa mattina"
"Allora è il cane che stavamo cercando: noi veniamo dal canile. Il suo proprietario, una persona di queste parti, si è rivolta a noi per segnalarci la sua fuga."
"Ah"
"Lo dovremmo riportare a casa"
..."Ok"

Claudio aprì il portellone della sua station wagon bordeaux.
Senza nemmeno invitarla, lei salì!
Giuro! Andò così!
Montò in macchina spontaneamente.

Quando entrammo in città, mentre percorrevamo il corso del popolo incontrammo Michele, che stava pulendo dall'esterno le vetrine del negozio in cui lavorava. Ci vide passare, col cane in piedi, in macchina, dietro di noi. E salutandoci sorrise, un bel sorriso soddisfatto. Anche quel sorriso appagato ce l'ho ancora bene impresso.
Claudio ci lasciò -Furla e me- davanti a casa e corse al lavoro. Io chiamai per dire che avrei ritardato qualche minuto.
La lasciai nel mio cortiletto implorandole di non abbaiare e promettendole di ritornare presto. Le lasciai una ciotola di acqua e dei biscotti.

Rientrato per la pausa pranzo la ritrovai agitata, col suo musetto sempre triste. Feci subito due cose: chiamai un veterinario per una visita domiciliare (mi rispose che sarebbe venuto nel giro di un'oretta), poi mi spogliai e entrai in doccia con lei, con Furla. Il nostro primo momento intimo :-)

La lavai con non poca fatica. Si agitava. Non voleva restare lì. Puzzava. Chiunque possieda un cane sa quanto il pelo bagnato emetta un odore poco gradevole. Ma ce la feci.
Uscimmo dalla doccia, io ero in mutande e maglietta zuppi; cercai di portarla velocemente dal bagno al cortiletto, prima che si strizzasse (non so se si chiami strizzare quella cosa che fanno i cani quando sentono di avere il pelo bagnato, per cui si scuotono).
Si strizzò proprio appena messa una delle quattro zampe fuori dalla doccia....Schizzi dappertutto!
Poi arrivò la veterinaria:
la giudicò un cane in ottima salute, di circa un anno, poco meno; femmina, meticcia (pelo bianco con macchie rossiccie), senza tatuaggio. Probabilmente traumatizzata dal maltrattamento dei proprietari. Non perchè avesse delle ferite, ma perchè era troppo remissiva e impaurita.

Restò con me fino al giorno prima che mi trasferissi definitivamente qua.
Non potevo portarla in questa casa. Si sarebbe sentita soffocata: qui non abbiamo un cortile, siamo al sesto piano e non sono benvenuti gli animali.
L'ho affidata perciò a mio papà.
Furla aveva sempre dimostrato una grande passione per i portabagagli: anche il giorno che ci siamo lasciati, quando mio padre venne a prelevarla e aprì il portabagagli della sua auto, lei vi saltò immediatamente dentro. E se ne andò con lui.
Credo che rimpianga poco degli anni trascorsi con me: mio padre abita in campagna. Là è libera di correre, di fare pipì quando e dove vuole, di rincorrere i piccioni, di abbaiare senza che qualcuno si preoccupi che disturbi.
A casa, con me non abbaiava mai.

Mio padre, qualche tempo fa mi ha detto che ha avuto un cucciolo (sarebbero stati due, ma uno è morto).
Prima di allora ero stato a trovarla, una sola volta. Secondo mio papà mi aveva riconosciuto. Boh... non so.
Non l'ho più voluta rivedere


























Questa sera chiaccheravo con Alessio. Mi raccontava di avere trovato una cagnolina abbandonata davanti alla porta di casa del suo compagno.
E l'hanno adottata.
L'hanno chiamata Priscilla (Scilla) "la regina della casa".
Non ho potuto fare a meno di ricordarmi questa sera della mia Furla, silenziosa, timida, bellissima quanto buffa.
Un sabato sera la portai in discoteca. Fu l'attrazione della serata!
E vi garantisco che si divertì!!!



sabato, marzo 17, 2007

Prima che qualcuno faccia sparire Emule dalle scene virtuali, ho deciso di scaricarmi tutti i film che possiedo in vhs originale, quelli col bollino SIAE. Che non sono pochi!
Avendo io comprato le relative videocassette, trovo che non ci sia nulla di illegale nello scaricarmi la versione dvd da internet.
Per questo ho fatto un'ovvia selezione: comincerò dagli immancabili, quelli che ho visto rivisto e ririvisto senza stancarmi mai:
Priscilla, Amici complici amanti, Il quinto elemento, Sebastiane, Pane e tulipani, Viol@, The opposite of sex, L'albero di antonia, Pomodori verdi fritti...... (tra i già aplodati)
Poi toccherà a: La guerra dei roses, Legami, Tre uomini e una gamba, Z la formica, Truman show, Il banchetto di nozze, 4 matrimoni e un funerale...
Contribuirò ulteriormente ad alimentare le mensole di questa stanza di materiale video.
Credo che prima o poi, per fare spazio alla polvere, dovrò anche decidermi a buttare o regalare un po di roba di quella che non ho mai utilizzato. Tipo le videocassette di "salvate il soldato Ryan" o de "La strega di Blair", piuttosto che "X Men" o certe musicassette del Festivalbar.

Mi sarebbe piaciuto andare a Londra, in occasione del mega concerto-evento organizzato per la commemorazione della morte di Diana Spencer, il primo luglio, ma pare che i biglietti a prezzo popolare siano andati esauriti nei primi 20 minuti dopo la messa in vendita. Sarei riuscito e trovare solo dei biglietti a quasi 500 euro. Che mi sembra una spesa eccessiva.
E vabbè. Per rivedere la Minogue o Maddy aspetteremo l'uscita del nuovo cd e (si spera) una conseguente tourneé che tocchi anche l'Italia.

Stasera c'era Buttiglione ospite di Fabio Fazio.
Mi sono rifiutato di guardare e ho spento la tivù.
Buttiglione, Mastella e Calderoli sono pornografia politica. Le loro facce... le trovo ripugnanti e volgari; paragonabili alle maschere dei personaggi di Dick Tracy (il film di Warren Beatty). Per non parlare poi delle stronzate che vomitano le loro bocche.
Anche Rutelli mi stà sui maroni (maroni con la emme minuscola), ma almeno, quando appare in video, basta abbassare l'audio e resta la visione di un uomo dall'aspetto mediocremente decente.

Sono andato a vedere Borat. E' una bo(r)iatina.
Molto rumore per nulla: marketing.
Lo pubblicizzano come un film cattivo e politicamente scorretto.
Per essere politicamente scorretti bisogna andarci giù di brutto con il dileggio e aggiungerci anche una forte dose di perfidia. Ebrei, neri, disabili, americani, omo, le femministe. Le minoranze tutte, Pamela Anderson compresa: non siamo come ci mostra quel film.
Siamo peggio!
...Forse ho sbagliato ad includere Pamela Anderson (che è nel cast di Borat) tra le minoranze.
Già: infatti lei non è una mino-rata

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